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23-24 novembre, che fare questo weekend

Agli albori di Parigi Grossomodo, tra primavera e estate, quando il sito era allo stato embrionale e ci immaginavamo le cose, ci si diceva scherzando che forse avrebbe potuto funzionare l’idea di inventare, per ognuna di noi, una personalità diversa, una minchiata alla Spice Girls e, cazzeggiando, si decise che Gloria sarebbe stata l’intellettuale, Selena la vamp e io l’artista (che alla fine è solo un modo gentile di dire fricchettona, perché poi alla fine, ahimè, lo so cosa pensa la gente…). E mi fa un po’ paura rendermi conto, attraverso questa rubrica settimanale degli eventi, che la realtà ha sopraffatto l’immaginazione. Non siamo che tre stereotipi, mannaggia, tre personaggi da commedia dell’arte.

ecole du vin

Gloria, che oltre ad essere un’intellettuale, è anche e soprattutto un’amante del vino, che beve con animo leggero senza preoccuparsi troppo dell’appellazione di origine controllata, ha deciso che è giunto il momento di darsi un tono e di fare della sua manco troppo segreta passione un hobby da condividere con la sua dolce metà e si è regalata un corso di enologia. Questo weekend trascorrerà quindi un paio d’ore a imparare a distinguere un Bordeaux da un Côte du Rhône. Tra aromi fruttati e sentori di muschio, so già che ne uscirà soddisfatta. Il corso si tiene all’Ecole du Vin de France e costa 59 €.

 take me up

Selena invece, fedele al suo personaggio, farà sicuramente un giro a Take Me Up. Allestito a Les Blancs Manteaux, nel Marais, è uno spazio dedicato alla musica, all’arte, ma soprattutto allo shopping. Per tutto il weekend vi si daranno appuntamento i migliori creatori nei quattro settori della moda uomo, bambino, donna e déco/design, gruppetti pop rock, dj, artisti e anche tatuatori. Il tutto ad ingresso libero.

 

guappecartò

Io invece penso proprio che cercherò di vincere la pigrizia della domenica pomeriggio per andare a fare un salto al 59 Rivoli, lo squat artistico che prende il nome dal suo indirizzo in pieno centro di Parigi. È un grande palazzo dove, nello spazio di almeno cinque o sei piani, diversi artisti francesi e internazionali installano il loro atelier, per un tempo limitato e dandosi periodicamente il cambio. Regolarmente lo squat organizza anche degli eventi: tutti gli weekend, per esempio, ospita dei concerti. Domani pomeriggio sarà il turno dei Guappecartò. Violino, fisarmonica, chitarra, contrabbasso e percussioni, il gruppetto italiano propone una musica che autodefinisce “di viaggio, libera e spontanea, festiva e profonda”, un jazzettino leggero, tra il punk e il cabaret, in stile bombetta e moustaches. 

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