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Addio alle terrazze fumatori?

Giro di vite sulle terrasses fermées, e su chi vi fuma. Quante volte, in pieno inverno vi siete dati appuntamento alla Cantine de Belleville per poter fumare nella sua terrazza riscaldata? Ecco, sappiate che non avreste potuto. La legge francese che proibisce di fumare nei luoghi pubblici data 2006, e la legge è chiara: le sole terrasses nelle quali vi potete accendere una sigaretta sono quelle che hanno il lato principale aperto. Altrimenti, se il dehors è chiuso da ogni lato, è da considerarsi come una stanza in più. Per cui la vostra sigarettina ve la dovreste andare a fumare fuori…

caffé_sigaretteFatto sta, che sia per memoria corta o scarso rispetto delle regole, la maggior parte dei bar con terrazza parigini non solo permettono ai clienti di fumare in terrazza, ma “attrezzano” i tavolini con dei posacenere, quasi a incoraggiare l’avventore a tirar fuori una Camel e a fumarsela. Il “non rispetto” i questa legge, ha dichiarato Bernard Jomier, responsabile della Salute nella giunta Hidalgo, “ha ormai preso il carattere di un’abitudine nella nostra città”, spingendolo a scrivere al prefetto della polizia, chiedendogli di sensibilizzare i professionisti del settore. Accompagnando la sensibilizzazione con le sanzioni previste dal codice “se necessario”.

Se questo “richiamo all’ordine” non bastasse a scoraggiare i bar, ci penseranno – forse – le multe salatissime che i proprietari rischiano di pagare: 135 € per il proprietario che permette ai suoi clienti di fumare in terrasse, che possono arrivare a 750 € se “favorisce l’infrazione” (come nel suddetto caso dei posacenere, per fare un esempio). Tra l’altro anche i fumatori richierebbero 68 € di multa, ma – almeno per adesso – era abbastanza raro che la polizia li verbalizzasse.

Per cui giro di vite per davvero? Senza voler mettere in discussione la serietà del problema (immagino che per i non fumatori le terrazze chiuse siano delle vere e proprie no go zones) né la sincerità della preoccupazione di Monsieur Jomier, a farmi sorridere un po’ è la tempistica. Insomma, proprio un colpo di genio minacciare un giro di vite adesso, in aprile: tra pochi giorni le terrazze completamente chiuse non saranno che un ricordo invernale, come i guanti e la borsa dell’acqua calda… E ho come il sospetto che a novembre tutto quanto sarà ben finito nel dimenticatoio…

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