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Aggiustare è meglio. Gli atelier di riparazione partecipativi

Anno nuovo vita nuova. Non per niente, tradizion vorrebbe che, dopo essersi abbuffati di lenticchie e aver limonato duro sotto un ramoscello di vischio, si debbano lanciare dalla finestra tutti gli oggetti vecchi e rotti, azione indispensabile per liberarsi del passato e ricominciare da capo con rinnovata energia. Ma come devono fare quelli come me che, pur fedeli all’usanza dell’ingrasso forzato durante le feste e non sfavorevoli ad effusioni sansilvestrine, non ce la fanno proprio a sbarazzarsi della vecchia ferraglia in disuso che ammorba il fondo di impolverati cassetti? Separarsi dalla radiolina rosa con cui abbiamo gloriosamente varcato la soglia del penultimo decennio del ‘900 sulle note di Lambada e Attenti al lupo è semplicemente impensabile, eppure è rotta da quando andavamo in seconda elementare. L’iPod, dal canto suo, è inutilizzabile più o meno dal giorno dopo la scadenza della garanzia, ma è un regalo, mica si può buttare! Per non parlare del grazioso mobiletto che ci siamo affrettati a salvare dalla strada ripromettendoci di ridipingerlo… circa sei mesi fa.

Del resto, perché gettare cose per comprane altre se le possiamo riparare? E’ anche più ecologico. Mica facile però quando mancano gli attrezzi che il babbo conserva in cantina insieme al suo prezioso savoir faire di bricoleur della domenica. Portare le cose ad aggiustare in negozio spesso costa più che acquistarne di nuove e così ci risolviamo a vivere una vita in mezzo alla monnezza.

E invece no, niente più scuse, almeno da quando sono stati inventati gli ateliers de réparation participatifs. Il concetto, manco a dirlo, è nato nella virtuosa capitale dei paesi Bassi, ma da qualche anno ha preso timidamente piede anche a Parigi.

L’idea è di mettere a disposizione uno spazio, degli attrezzi e la manualità di qualche volontario in occasione di appuntamenti regolari a cui chiunque può partecipare. L’obiettivo non è semplicemente quello di portare a riparare un oggetto, ma imparare a ripararlo da sé, con l’aiuto di persone più esperte e la buona volontà degli altri partecipanti. La contropartita è in genere la semplice adesione all’associazione oppure un’offerta libera. Il principio è quello di uscire dalla logica consumistica della compravendita su larga scala e riappropriarsi del senso delle cose, del loro funzionamento, imparare a essere autonomi e insegnare a farlo anche gli altri.

Qualche coordinata per aspiranti bricoleurs parigini:

repair café parisRepair Café Paris

E’ ospitato di volta in volta a date e in spazi diversi. Prima di andarci leggete la loro charte! I prossimi appuntamenti sono:

  • Sabato 9 gennaio – 14:00/17:30

Centre d’animation Marc Sangnier

20, avenue Marc Sangnier, 14ème

  • Sabato 23 janvier – 14:00/17:30

Espace Riquet

53, rue Riquet, 19ème

Les Ateliers Méni’Libres

156, rue de Ménilmontant, 20ème

Falegnameria solidale ed ecologica, gli Ateliers Meni’Libres sono aperti al pubblico tutti i mercoledì dalle 17 alle 21 e un sabato al mese dalle 14 alle 18. In cambio dell’iscrizione annuale al costo di 30 euro (15 per la tariffa ridotta) e la buona creanza di non presentarsi mai a mani vuote ma sempre con un po’ di materiale, anche se non sarà per forza quello di cui ci si servirà, agli atelier si possono riparare mobili, modificarli oppure costruirli di sana pianta. Un falegname professionista è sempre presente per insegnare e dare una mano e sono a disposizione tutti i macchinari, gli attrezzi e le dotazioni di sicurezza. Per garantire il buon funzionamento dell’atelier, si accettano una decina di persone alla volta, dunque è meglio presentarsi puntuali in orario di apertura.

La Petite Rockette

125, rue du Chemin Vert

E’ sotto il nome di Trockette, che la Petite Rockette organizza degli atelier di riparazione, con appuntamenti diversi in base all’oggetto da riparare: elettrodomestici, tessuti, informatica e mobili. Per partecipare occorre aderire all’associazione e per ogni atelier il prezzo è libero.

Per sapere quando andarci, consultate il calendario!

Se invece è la voce “riparare la bicicletta” a troneggiare nella lista dei vostri buoni propositi per il 2016, andate a leggervi la nostra “ciclopedia”!

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