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« Bonjour Paris » : Joe lo chansonnier per la prima volta in Francia

Mauro Ermanno Giovanardi, Joe per gli amici, si è esibito giovedi 26 giugno allo spazio culturale Flaq di Parigi, per la prima delle due date francesi del suo tour Il mio amore è come una febbre. Accompagnato al pianoforte da Gianluca De Rubertis de Il Genio e alla tromba da Paolo Milanesi, componente storico dei La Crus, l’artista ha fatto il suo primo incontro con il pubblico parigino.

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Per la prima volta in concerto a Parigi, che immagine hai di questa città e in generale della scena musicale francese ?

Parigi è una città suggestiva, uno dei posti più belli d’Europa per un turista e gli chansonniers francesi sono per me un punto di riferimento e un’ispirazione costante. Stasera, per esempio, suoneremo « Il tuo stile », un brano bellissimo di Leo Ferré ( nel video qui sotto), che sarà presente nel nuovo album. Credo che la mia musica si adatti bene al pubblico francese, anche se i testi sono in italiano.

Ti senti pronto a parlare e, chissà, a cantare in francese ? 

No, per niente, mi vergogno tantissimo della mia pronuncia ! Al massimo salutero’ il pubblico con un timido « Bonjour Paris » come fanno i cantanti inglesi quando vengono in Italia…

Mario_Ermanno_GiovanardiAll’inizio della tua carriera invece cantavi esclusivamente in inglese, perché a un certo punto hai scelto di scrivere e cantare in italiano ?

Come la maggior parte dei ragazzi della mia generazione sono stato travolto dalla rivoluzione punk londinese degli anni ’80. I nuovi artisti emergenti dell’epoca volevano rompere con il passato e ripudiavano le icone rock degli anni ’70, era qualcosa di totalmente nuovo e affascinante e tutti ci proiettammo verso una cultura anglofona. Poi un giorno la madre della mia fidanzata dell’epoca mi disse « Dovresti ascoltare Tenco, ha una voce triste come la tua » e mise Angela. Per me fu una scoperta eccezionale, pensai : ma allora si puo’ fare! Si puo’ cambiare il modo di raccontare le storie in italiano anche parlando di amore! Da quel momento iniziai a scoprire i grandi cantautori italiani, ma anche e soprattutto gli autori dimenticati.

Come Piero Ciampi…

Una della mie gioie più grandi è aver permesso alle nuove generazioni di conoscere un autore quasi sconosciuto e allo stesso tempo geniale come Ciampi. Quando con i La Crus e Nada interpretammo Il vino al Teatro degli Arcimboldi di Milano il pubblico conosceva a memoria il testo, provai un’emozione inspiegabile. Mi ricordo che Nada mi disse « Hai fatto un regalo bellissimo a Piero, lui non ha mai avuto un pubblico di duemila persone ».

Qual è il tuo rapporto con la letteratura, ci sono degli scrittori che inspirano il tuo lavoro ?

Quando si interpretano cantanti come Tenco e De André si ha necessariamente un rapporto particolare con la letteratura, con il testo. Non si puo’ non avere un approccio poetico alla canzone. Personalmente sono un cantante mio malgrado: avrei sempre voluto fare l’antropologo o l’archeologo, mi appassiona la ricerca sull’uomo e le sue origini, quindi leggo principalmente saggi. Ma per esempio, ultimamente ho letto « Tutta la luce del mondo » di Aldo Nove, uno scrittore che stimo molto e con il quale ho collaborato recentemente.

In autunno uscirà il tuo nuovo album, Il mio stile, come lo presenteresti ?

Il mio stile è un album maturo, su cui ho lavorato a lungo. E’ più fresco rispetto ai precedenti, la sezione fiati è più ricca e sono accompagnato da un quartetto vocale pazzesco. Ci sarà un po’ meno beat e un po’ più di soul, ma anche delle sonorità alla Morricone. I brani sono quasi tutti inediti, questa volta ho inserito una sola cover. E’ un lavoro che mi rende felice e soddisfatto e non vedo l’ora di portarlo in concerto con i musicisti eccezionali che mi accompagnano.

Alessandro Xenos

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