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Buon San Valentino! (?)

Ca y est, tra pochi giorni è San Valentino. Quale privilegio poterlo trascorrere nella città dell’amore insieme alla vostra dolce metà: due cuoricini palpitanti, un romantico giro sulla ruota panoramica di place de la Concorde, labbra sfiorate sui gradini di Montmartre sorseggiando champagne, parole di innamorati sussurrate ai piedi della Tour Eiffel…

No.

Ovviamente stiamo scherzando.

Sappiamo benissimo che tutta questa paccottiglia ha lo stesso grado di aderenza al reale di un asino volante, che è solo un souvenir posticcio buono per i turisti. Noi ci dovremo accontentare di un approccio bofonchiato al sapore di vodka caramel, di un letto a una piazza e mezza in un infimo studio al settimo piano senza ascensore e, quando proprio ci va di lusso, di un croissant al mattino e poi chi s’è visto s’è visto. Già, perché in questa città dove una persona su due è single, trovare l’amore è ancora più difficile che cercare una casa (ed è tutto un dire), e tenerselo stretto, quando lo si trova, un complicatissimo gioco di equilibrismo. Ci sembra dunque molto più appropriato rivolgere questo editoriale a chi, alle soglie del maledettissimo San Valentino, innamorato non è, ma magari sotto sotto ci spera ancora.

Essendo coscienti di non avere ancora capito una mazza dalla vita, non ci sentiamo assolutamente all’altezza di consigliarvi come fare per trovare la vostra dolce metà, ma, proprio in virtù della nostra immensa sfiga (e non so perché io mi ostini a utilizzare il pluralis maiestatis), vogliamo abbozzare un mini manuale per lo meno di quello da cui abbiamo imparato a guardarci. From girls to girls.

 

  1. Il vostro ragazzo/a parte in Erasmus a Parigi? La vostra storia ha, ad occhio e croce, il 10% di possibilità di reggere il colpo. Se ci tenete, semplicemente, impeditegli di partire. Se non ci tenete, quale metodo migliore per sbarazzarvi di lui/lei?
  2. Partite in Erasmus a Parigi giurando alla vostra metà che non si deve preoccupare? Mentre lo dite ci credete davvero, ma al 90% si tratta di un’affermazione falsa. Perché vi divertirete, conoscerete un sacco di gente, farete grandi festoni, vi sentirete come quando avevate 15 anni e la vita sarà bellissima anche senza di lui/lei. Così lo/la lascerete per abbandonarvi a questo inarrestabile e intenso flusso di emozioni. Che si esaurirà nel giro di qualche mese, facendo di voi una persona sola e allo sbando. Non fatelo. Non andate in Erasmus. Rimanete a farvi chier nella vostra noiosa città di provincia. È meglio così, davvero.
  3. Non riuscite a resistere al fascino di uno che quando vi parla sembra il figlio illegittimo di Alberto Sordi? Non riuscite a mandar giù l’idea di condividere la maggior parte del vostro tempo con uno che non coglie le vostre citazioni dai film di Nanni Moretti? Beh, fatevene una ragione. Niente italiani. Lo sappiamo che vi fanno ridere, che hanno quel modo di fare da seduttori che vi frega sempre, però adesso basta. Come disse un mio saggio amico: con tutto il bendiddio che ci sta in giro e la facilità di poterlo avere, chi glielo fare a un italiano di mettersi con una di Basagliapenta? E c’ha ragione. Apritevi ad altre nazionalità. E perlamordiddio, non sforzatevi di attenuare il vostro accento. I francesi lo troveranno charmant e sarà la vostra marcia in più.
  4. I tipi sociali dai quali diffidare sono infiniti, ma ve ne vogliamo segnalare qui uno particolarmente ostico perché difficilissimo da individuare a occhio nudo, anche a un esame attento: quello che sembra normale. Ci auguriamo per voi che non l’abbiate mai incontrato, ma, a giudicare dalla rapidità con la quale il fenomeno si sta espandendo nella capitale, è molto probabile che ne abbiate già incrociato almeno uno. Per qualche settimana/mese si comporta come se foste la donna della sua vita, vi riempie di attenzioni e vi dice cose che mai nessuno prima. Poi una mattina si sveglia e vi annuncia candidamente che si era sbagliato. Così. A quel punto, non fatevi domande, rileggete questo articolo e andate avanti come se nulla fosse. Era solo infettato dal virus.
  5. Non disdegnate i siti e le applicazioni di incontri. Noi non ce l’abbiamo ancora fatta a superare l’ostacolo psicologico, ma pare che qua tutti le usino. Sono finiti i tempi in cui soltanto i cessi senza speranza ricorrevano all’approccio virtuale. È l’amore 2.0. Credeteci!
  6. L’unico consiglio al positivo che sentiamo di darvi è: cercate di trovarvi qualcuno al di fuori di qui. E poi, se proprio non potete fare a meno di questa città, convincetelo a venire con voi. Ma poi non allontanatevi troppo.
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  1. I codici dell'amore - Parigi Grossomodo

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