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Casa dolce casa: scegliere il proprio “chez soi” nella capitale

Case a ParigiSe siete a Parigi da qualche anno, molto probabilmente avete anche voi alle spalle una lunga serie di traslochi in metropolitana o sulla macchina di qualche amico parigino, di appartamenti a dir poco agghiaccianti di convivenze più o meno catastrofiche. Perché? Perché quando si sceglie casa a Parigi si è sempre talmente preoccupati dagli aspetti burocratici ed economici della cosa che quasi sempre ci dimentichiamo di un aspetto essenziale: stiamo scegliendo il nostro appartamento!

Ovvio, quando la preoccupazione numero uno è “trouver un appart”, la seconda è trovare un proprietario che accetti il nostro dossier e la terza è riuscire a non indebitarsi per pagare l’affitto non si è mai troppo esigenti. Proviamo però, nei limiti del possibile, a farci un’idea dei criteri con i quali, nel migliore dei mondi possibili, dovremmo scegliere dove vivere a Parigi!

Appartamento, studio, stanza, collocazione: a ciascuno il suo

La domanda da porsi all’inizio di ogni ricerca è: voglio vivere da solo/a o condividere un logement? Siamo franchi: se volete vivere da soli avete 2 possibilità.

  1. Disponete di un buono stipendio, o comunque siete disposti a spendere cifre piuttosto importanti pur di trovare un appartamento che assomigli più ad un appartamento che ad una scatola di fiammiferi: potete cercare tra i monolocali e i bilocali (F2). Ma, finché restate all’interno del Péripherique, sappiate che a partire dai 25 m2 difficilmente (moooolto difficilmente) riuscirete a spendere meno di 700 euro al mese. I prezzi scendono se si esce dal cerchio magico dei 20 arrondissement, ma c’è periferia e periferia, e non è detto che lontano sia sempre più economico. Anche all’interno di Parigi i prezzi variano molto tra le diverse zone, ma tenete comunque presente che il prezzo al metro quadro raramente scende sotto i 26 €/m e può arrivare fino a 37 nei quartieri più eleganti.
  2.  Siete studenti, ricercatori, disoccupati alla ricerca della vostra El Dorado oltralpe, galeotti, aspiranti giornalisti/fotografi/attori/artisti… Insomma, siete il 90% dei lettori di questo sito e degli abitanti dei sottotetti Parigini. Non potete né volete spendere più di 500 euro al mese per vivere da soli “Guarda, 550 al massimo!”. Difficilmente potrete aspirare ad un vero appartamento, se con appartamento intendete uno spazio abitabile che comprenda i servizi, la cucina e il posto letto e che non assomiglia ad una cabina da sommergibilista.

Ma è qui che si vede l’ingegno (e l’avidità) del proprietario parigino. Tutto (e quando si scrive tutto si intende veramente tutto) può essere affittato. Ok, in teoria dovrebbe “rispettare le norme minime di decenza”, il che significa avere almeno una finestra e misurare almeno 9 m2 al suolo (quando si dice parametri restrittivi eh…) ma non è assolutamente detto che tutto ciò venga rispettato: il minimo che ho visto affittare sono 6 m2, ma non mi stupirei di niente. Insomma, benvenuti nel mondo dei così detti micro-logements, gli studio o stanze ammobiliate che misurano tra i 9 e i 15 m2. Ve ne sono di più o meno accoglienti, nuovi o affascinanti. Talvolta si trovano nelle antiche Chambres de bonnes, le mansarde nei sottotetti dei palazzi hausmaniani, il che significa 6 o 7 rampe di scale (rigorosamente a chiocciola) ogni volta che tornate a casa. O meglio, nella vostra stanzetta con letto, cucinina e doccia. E toilette condivisa!

Specie se siete studenti la soluzione più comune per riuscire a coniugare un appartamento decente e un affitto sostenibile è la collocazione. Come vi abbiamo spiegato in un altro articolo, esistono numerosi siti dedicati specificatamente a chi cerca di dividere un affitto. I problemi e i vantaggi delle convivenze sono gli stessi che viviate a Parigi, Mantova o Berlino: necessità assoluta del rispetto degli spazi altrui, litigi su chi lava i piatti e… Feste ogni due settimane!

© photo: Chiara Rao

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