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La Chapelle che non ti aspetti

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La Chapelle, nel XVIII arrondissement, non gode certo della migliore reputazione tra i quartieri parigini. Chiusa a panino tra la Barbés dei contrabbandieri e la Stalingrad degli spacciatori di crack può sembrare ad un primo impatto un quartiere pericoloso e insicuro. Come al solito, però, non soltanto le apparenze ingannano (il quartiere, in fin dei conti, è piuttosto tranquillo anche durante gli orari più “critici” della notte) ma alle volte nascondono anche una realtà completamente diversa, che è un piacere scoprire una volta lasciato cadere il velo dei pregiudizi. Nuova del quartiere, mi son affrettata a girarlo in lungo e in largo alla ricerca di perle nascoste e ammetto di averne scovate diverse, tra l’altro molto vicine tra di loro, tanto da poterle inserire in una sorta di passeggiata alla scoperta del lato meno conosciuto della Chapelle!

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Iniziamo dunque il tour dal Jardin Rosa Luxemburg, aperto da una manciata di settimane tra i binari di Gare de l’Est e la nuovissima Halle Pajol, gioiello della riqualificazione urbana: realizzata recuperando in larga misura i materiali della struttura di cui prende il posto, la Halle Pajol è un tentativo riuscito di dar vita ad uno spazio ecologico nel cuore del quartiere della Chapelle; con i suoi 3 500 mq di pannelli fotovoltaici è la prima centrale solare urbana in Francia.

Il giardino dedicato a Rosa Luxemburg si stende per oltre 8 000 mq tra la Halle e la ferrovia, diviso tra uno spazio coperto, (2 500 mq), sotto la volta della Halle Pajol, e una parte scoperta dove si trovano uno spazio giochi, un paio di tavoli da ping pong nuovi fiammanti e una scalinata decisamente comoda per sedersi a prendere il sole. Se lo spazio giochi preso d’assalto da nugoli di bimbi (per la maggioranza asiatici) risuona di grida e risate, è lo spazio coperto a incantare con la sua atmosfera calma e riflessiva. Dei bacini rettangolari raccolgono l’acqua piovana incanalata sulla copertura fotovoltaica che verrà in seguito utilizzata per l’irrigazione delle aree verdi.

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Dopo una passeggiata rilassante in questo luogo decisamente suggestivo, è sufficiente uscire su rue Riquer e prendere la traversa che conduce al Marché de l’Olive per godere di un’atmosfera completamente diversa. Questo mercato coperto, aperto tutto il giorno dal martedì alla domenica, ospita banchi di frutta e verdura, di carne, pesce e formaggi, ma anche diversi traiteurs, tra i quali spicca un italiano: se mai vi venisse la nostalgia dei sapori di casa, spendendo un po’ potrete pranzare con una bella caponata o con del pecorino stagionato.

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Una volta finita la spesa al mercato non vi resta che approfittare della splendida piazzetta nella quale è situato: vi troverete una bella libreria indipendente, piccola ma ben fornita, le Rideau rouge e un paio di baretti che vi metteranno subito voglia di sedervi in terrasse e ordinare (a seconda dell’orario) un caffè o una birra ghiacciata. Il mio preferito? Non ho dubbi, la Brasserie l’Olive: déco simpatica e scanzonata, camerieri carini e soprattutto tantissimi tavoli sia dentro che fuori! Se ne avete abbastanza delle gomitate coi vicini di tavolino apprezzerete questo bar dalle dimensioni umane e non lillipuziane. Dulcis in fundo: ottime frites maison e un brunch niente male… a soli 12 euro!

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2 Comments on La Chapelle che non ti aspetti

  1. Mi piace! la prossima volta ci vediamo lì?

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