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Le charme somptueux de la (haute) bourgeoisie: il museo Jacquemart-André

Boulevard e Haussman. Combinazione esemplificativa della Parigi della seconda metà del XIX secolo. Prefetto del dipartimento della Senna, al barone Haussman dobbiamo il merito di aver trasformato la tortuosa cittadella medievale in ciò che percepiamo oggi: lunghi viali a stella per impedire alte concentrazioni di rivoltosi, edifici residenziali chiari non più alti di sei, sette piani, comignoli e mezzanine.

musée jacquemart andréProprio lì, lungo il boulevard che da questi prende il nome, nel cuore dell’VIII arrondissement, si trova l’hôtel particulier che oggi è diventato il museo privato dell’Institut de France Jacquemart-André. L’edificio, residenza della coppia Eduard André e Nélie Jacquemart, dona un guizzo di originalità al viale: rialzato rispetto al piano stradale, vi si accede attraverso una scala a doppia elica, espressione delle nuove soluzioni architettoniche di Henri Parent.

Probabilmente ciò che contribuì a rendere possibile il divergere dalla convenzionalità, l’elevarsi rispetto al piano comune, fu il mestiere di Monsieur André, banchiere e deputato. L’interesse della coppia era quello di flâner in giro per il mondo, scovare tesori d’arte e stiparli con gusto nella loro casa-museo a cielo aperto. Possiamo noi, umili esseri del XXI secolo, indossatori compulsivi di capi H&M, volergliene per ciò?
Lasciamoci guidare dal bello.

Al piano terra della residenza, troviamo opere francesi del XVII secolo, tra cui dipinti di Coysevox, Lemoine, Houdon, Vigée-Le Brun, Boucher, Chardin, Fragonard, Watteau, sculture di Houdon e Pigalle, arazzi di Beauvais, pittura fiamminga del XVII secolo, Rembrandt e Van Dyck, e ritrattistica inglese di Gainsborough e Reynolds.

Il primo piano è interamente consacrato all’arte italiana: Sandro Botticelli, Andrea Mantegna, Donatello, Carlo Crivelli, Paolo Uccello, Francesco del Cossa, Bernardino Luini e di Alessio Baldovinetti. Un legame particolare intercorre con la città Venezia e il vedutismo, attraverso le opere di Canaletto e di Francesco Guardi. Un meraviglioso affresco settecentesco di Giambattista Tiepolo, a ridosso della scalinate interne della casa, proveniente da Villa Contarini-Pisani, nota come Villa dei Leoni, a Mira (Venezia), si erge sopra il giardino d’inverno della villa.

Quest’immersione, in quella che è stata accreditata la più grande collezione d’arte italiana presente in Francia dopo quella del Louvre, ha suscitato in me un misto di nostalgia dell’amata patria e il rimpianto di un passato fulgido che si scontra oggi con la nomea di mafiosi pizzettari.
Riaccendiamo allora la consapevolezza della nostra ontologia di fighi (vi assicuro che i francesi più intelligenti lo sanno) ed impariamo ad educare il nostro sguardo al riconoscimento di una bellezza composita, in questo caso italian-parigina.

Musée Jacquemart-André

158 Boulevard Haussmann, 75008 Paris

Aperto: SEMPRE

Costo: 12e intero, 10e ridotto

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