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Chi fa da sé fa per tre, guida alle espressioni francesi

Ci sono cose che si imparano da soli: la miglior boulangerie di Parigi non è di certo Paul, la rive droite è più cool della rive gauche, cambiare metro a Châtelet non è una buona idea.
Per tutto il resto ci siamo noi.

Le sfumature della lingua sono fatte di un rosso di sera bel tempo si spera.
Ecco come darsi un tono nelle conversazioni in francese buttando lì e là un modo di dire o un proverbio.

1. Mener les poules pisser (lett. portare le galline a fare pipì): occuparsi di qualcosa di inutile. Ita: mica stiamo a pettinare le bambole

2. Donner sa langue au chat (lett. dare la propria lingua al gatto) e cioè: « j’abandonne ». Dare la lingua, organo della parola, al gatto che non sa cosa farsene. Ita: gettare la spugna. Vedi anche la famigerata canzone di Alizee, Moi… Lolita

3. Découvrir le pot aux roses (lett. scoprire il vaso di rose): scoprire gli altarini. Traslato: valore erotico del sesso, l’imene e la verginità perduta.

4. Connu comme le loup blanc (lett. conosciuto come il lupo bianco) ovvero il famigerato cacciatore di cui si parla in tutto il villaggio. In Portogallo la leggenda che attraversa mari e monti è quella del Papa: « Ser mais conhecido que o Papa »

5. Montrer patte blanche (lett. mostrare la zampa bianca): dare un segno di riconoscimento. Qui la favola di La Fontaine che dà origine all’espressione. Ita: avere le carte in regola.

6. Se faire des cheveux blancs (lett. avere i capelli bianchi): stare in pensiero. Pensiamo a Maria Antonietta quando si è vista il popolo che la circondava con forconi e sputi e urla, lei, abituata alle brioches di palazzo, ha sbiancato… i capelli.

7. Être une poule mouillée (lett. essere una gallina bagnata): essere un fifone. Vedi anche la definizione di « coniglio bagnato »‘ usata da Gianni per indicare Roberto Baggio ai mondiali ’94. UK: chickenshit.

8. 22! (Eh sì, ventidue). Ita: « Occhio! » Nelle tipografie era necessario lavorare in silenzio, ma quando il capo se ne andava gli impiegati potevano rilassarsi un po’ (quando il gatto non c’è i topi ballano). Il palo, se vedeva il capo ritornare gridava 22! Cifra facilmente confondibile con il corpo da usare per la battitura delle lettere. USA: « heads up! »

cochons

9. Être copains comme cochons (lett. essere amici come maiali). Per quanto una frase come questa rifletta una realtà ancora tangibile in Francia, la parola cochons è entrata per caso in questa espressione, rimpiazzando nel tempo quella di soçon (compagno). Ita: essere culo e camicia. Romano: essere pappa e ciccia; Spagna: amici come il culo e la merda, « Ser culo y mierda ».

10. Avoir un poil dans la main (lett. avere un pelo nella mano): non lavorare, essere nati stanchi. Ita: non alzare un dito. Decisamente evocativa la versione québécoise : « Se pogner le cul » (tenersi il sedere).

11. Tomber sur un os (lett. capitare su un osso): incontrare una difficoltà imprevista, essere sfortunati. Probabilmente nasce dal gergo militare: quando, durante il rancio, si era fortunati si aveva della buona carne, se andava male capitava tutto osso. Inglese: « find flies in the ointment », trovare delle mosche nell’unguento.

Concludiamo con l’intraducibile massima:
Si à la Saint Valentin elle te tient la main…
vivement la Saint Marguerite.

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4 Comments on Chi fa da sé fa per tre, guida alle espressioni francesi

  1. Raccolta molto bella. Faccio i stessi tipi di articoli con l’Italiano, ne ho scritto un primo un po cosi e adesso vorrei fargli a tematica : sono preparando uno con tutti modi di dire che hanno tratto al cibo o ad alimenti (non nel senso ma nella formula, oppure nel senso e nella formula)

  2. e mo’ traducete : je l’ai vue, la semaine dernière, avec un certain embonpoint… hmmm il y anguille sous roche… n’y aurait-il pas un polichinelle dans le tiroir ?

  3. Patte, non pâte 😉

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