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Cosa vedere (e cosa no) al Cinéma en plein air della Villette

MANIFESTAZIONE ANNULLATA PER RAGIONI DI SICUREZZA

A Parigi l’estate non è una stagione, è uno stato d’animo. Il parigino sa che nonostante le foto su Facebook dell’amico di Montpellier lui il sole non lo vedrà per i tre mesi e che le temperature saliranno con fatica sopra i 25 gradi. Lui lo sa, e quindi l’estate se la inventa: ed ecco che al primo raggio di sole scattano il sandalo e la gamba nuda, ecco che quei tre giorni striminziti in cui si può (finalmente) sudare lui comincia a parlare di canicule, manco fossimo ai tropici, ecco che alla prima pausa nelle pioggie si fionda sul canale a fare l’aperitivo, nonostante alle nove già si cominci a tremare.

A questa allucinazione collettiva non contribuiscono solo i singoli, anzi! Associazioni e istituzioni si danno da fare per fomentare l’illusione che l’estate esista anche qua: talvolta con iniziative pessime (come la ridicola Paris Plage) talvolta con delle belle idee. Tra queste il cinema in Plein Air della Villette è una delle migliori: ogni anno, un mese e mezzo di proiezioni gratuite, alle quali assistere distesi sul prato della Villette. La stagione 2016 inizia domani (ovviamente è prevista pioggia, ma che ve lo dico a fare?) e il programma di quest’anno (che non è proprio niente male) ha come filo conduttore il Dress code, come recita il sottotitolo della manifestazione.

Il dress code che vi consigliamo noi per andare alle proiezioni, tra l’altro, è quello delle scampagnate in montagna: più strati di vestiti, felpe pesante e kay way… ché l’estate qui sarà anche un’opinione, ma svegliarsi col raffreddore il giorno dopo il cinema all’aperto è una bella botta di realtà.


Cosa vedere (e cosa no) a questa edizione di Cinéma en Plein Air

VilletteSi comincia in bellezza con Gravity (13 luglio): bel film di fantascienza che rischia però di perdere gran parte del suo fascino a causa delle condizioni di proiezione non proprio ottimali (un po’ come Drive, programmato per il 20 agosto)… Stesso discorso per Interstellar, di Christopher Nolan (13 agosto), ma in questo caso il mio consiglio è proprio quello di disertare la Villette: a Nolan vogliamo bene tutti, e i suoi film sono spesso geniali, ma Interstellar, nell’opinione di chi scrive, è un film brutto, lungo e noioso. E scusatemi se è poco.

Per gli amanti dei vecchi film in bianco e nero tre sono gli appuntamenti da non perdere: Jour de fête, di Jacques Tati (17 luglio), A letter to three wives di Joseph L. Mankiewicz (31 juillet) e Fifth Avenue Girl di Gregory La Cava (14 agosto). A proposito di bianco e nero: mercoledì 20 verrà proiettato l’ottimo Ida del polacco Pawel Pawlikowski (Oscar del miglior film straniero 2015), che racconta, in un fulgido bianco e nero, la Polonia degli anni ’60 attraverso gli occhi di una giovane orfana che sta per prendere i voti.

Altre proiezioni da non perdere sono quella di Rushmore, di Wes Andreson (15 luglio), quella de La Banda (3 agosto), e quella di Wadjida (11 luglio) di Haifaa al-Mansour, la prima donna in Arabia Saudita a farsi conoscere come regista anche al di fuori del suo paese. Come sempre la programmazione della Villette mescola volentieri film recenti (anche molto recenti, come è il caso di Mustang, film uscito in sala nel 2015, in programmazione per il 14 luglio) e grandi classici del cinema, che ci accompagnano attraverso una bella storia della settima arte. Oltre ai già citati classici del bianco e nero segnaliamo anche Ran  di Akira Kurosawa (19 agosto), Full Metal Jacket di Kubrick (12 agosto) e – per chi non l’avesse visto – l’adattazione di Romeo e Giulietta girata da Franco Zeffirelli (colonna sonora di Nino Rota!), che sarà proiettato il 26 luglio. Se alle tragedie preferite le commedie, il 24 luglio sarà il turno di The seven-years itch (Quando la moglie è in vacanza) di Billy Wilder con Marylin Monroe: e qua stiamo in piena leggenda.

Una programmazione che prende pochi rischi ma che fa pochi passi falsi, secondo chi scrive: oltre al già citato Interstellar, sconsiglierei proprio di andare solo per Timbuktu di Sissako (14 agosto), film non certo brutto, ma sicuramente sopravvalutato, e per La tête haute di Emmannuelle Bercot (28 juillet), polpettone sciapo su un ragazzotto che entra ed esce di galera. Il risultato, in definitiva, è un bel potpourri cinematografico, dove proprio tutti possono trovare il proprio bonheur… anche gli amanti dei film di animazione (programmati Corpse Bride di Burton e La storia della principessa splendente di Isao Takahata)!

Ultima chicca: ogni sabato la proiezione del film in programma sarà preceduta da quella del cortometraggio di registi emergenti (il cui primoo film lungo è appena uscito in sala). Appuntamento quindi alla Villette, al calare della notte (l’orario di inizio del film varia di settimana in settimana)… E mi raccomando: non scordatevi il plaid e il kay way!

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