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Circulation(s), la giovane fotografia europea

La vie ordinaire de Robert © Brice KRUMMENHACKER

La vie ordinaire de Robert © Brice KRUMMENHACKER

In un’Europa colpita dal terrorismo, scelta come meta di viaggi della speranza da migliaia di rifugiati che scappano da guerre e miseria, in mezzo a un mondo in crisi che sembra aver perso la bussola, è il momento per trovare delle alternative, per inventare una maniera originale e più fluida di affrontare la modernità. Chi, meglio dell’artista, visionario per antonomasia, potrebbe incaricarsi di un tale compito? E’ con questa idea in testa che il festival Circulation(s) ha deciso di affidare ai giovani fotografi europei il compito di interpretare la realtà dei nostri giorni, in bilico fra tradizione e nuove tecniche.

51 gli artisti selezionati, esposti negli spazi del 104: una ventina sono stati scelti dalla giuria fra gli oltre 400 dossier presentati, altri sono stati invitati dagli organizzatori stessi, insieme a una scuola e a una galleria, mentre ad agnes b., madrina dell’evento, è stata affidata carta bianca sulla selezione di un’altra manciata di fotografi.

Il risultato è un insieme a tratti discontinuo che vuole essere un compendio delle proposte più originali e innovative della scena fotografica europea.

Grandmothers © Magda KUCA

Grandmothers
© Magda KUCA

Alcuni autori si sono divertiti a giocare con i vizi della società della comunicazione prendendo in prestito i codici del web e dei social network per restituirceli con uno sguardo disincantato e satirico. Fra questi, Romain Leblanc, che, nella sua serie “Ma vie est plus belle que la vôtre”, ha messo in scena, senza risparmiarcene i dettagli più insignificanti e imbarazzanti, la vita fittizia di un utente Facebook alquanto egocentrico e selfie dipendente.

Altri, al contrario, decidono piuttosto di rifugiarsi nel passato, come la polacca Magda Kuca, che resuscita l’antica tecnica al collodio per raccontare, attraverso la sua serie “Grandmothers”, le tradizioni e i costumi ancestrali della sua terra.

Interessante la parte dedicata alle GIF, uno spazio di parete riservato a una serie di smartphone sui quali scorrono ininterrotte immagini in movimento che siamo abituati a vedere, nella loro spesso anonima genialità, fra una battuta e l’altra di chat comuni fra amici e che, qui esposti, assumono in pieno il loro valore di oggetto artistico.

Il nostro coup de coeur

Laurent Kronental

Souvenir d'un futur © Laurent KRONENTAL

Souvenir d’un futur © Laurent KRONENTAL

Avevamo già visto la sua serie “Souvenir d’un futur” qualche mese fa alla Bibliothèque nationale e ci ha fatto piacere rivederla qui. Il titolo riassume l’originale ricerca del fotografo, artistica, urbanistica ed etnologica al contempo: l’idea è quella di esplorare i complessi urbani della periferia parigina, costruiti decenni fa con intenti avanguardisti, oggi inesorabilmente démodés e in molti casi addirittura malfamati, mettendoci al centro gli abitanti, scelti fra la popolazione anziana. Complice un’attenta riflessione sul quadro e sulla luce, il risultato è sorprendente.

Una mini mostra con giochi e attività per i più piccoli occupa gli spazi di Little Circulation(s) nelle antiche scuderie del 104, mentre altre esposizioni legate al festival sono in corso alla Gare de l’Est, alla Gare du Nord e in alcune stazioni della metropolitana.

Circulation(s), dal 25 marzo al 26 giugno.

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