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Come sopravvivere alla Nuit Blanche 2014

Nuit BlancheCi siamo, la Nuit Blanche 2014 è alle porte. Il 4 ottobre l’arte s’impossessa delle strade della capitale francese, dando appunto a tutti in uno degli eventi più pubblicizzati della rentrée parigina. Come ogni anno vi siete promessi di studiare attentamente il programma per non perdere assolutamente niente? Se fossimo un bel sito d’informazione paraculato dalla Mairie de Paris trovereste qui una bella traduzione del comunicato stampa dell’evento, in cui vi parliamo della Grande Randonée Artistique formata dai sei itinerari artistici organizzati da José-Manuel Gonçalvès, direttore artistico del Centquatre che ha ricevuto l’onere, l’onore e la bella rottura di scatole di organizzare l’edizione 2014 della Nuit Blanche. E invece no. E non solo perché personalmente ho in odio la traduzione dei comunicati stampa quanto ho in odio i piccioni, i turisti col marsupio e la RER B all’ora di punta. Ma anche perché abbiamo pensato che vi sarà molto più utile un articolo sincero e onesto in cui vi mettiamo in guardia dai rischi più comuni di questa benedetta Nuit Blanche. Ovviamente, per qualunque informazione seria ed attendibile, potete fare riferimento al sito della Nuit Blanche.

 Gli itinerari

Quest’anno sono sei gli itinerari artistici principali, organizzati – nel mondo dei sogni – perché tra un’installazione e un’altra non vi siano più di 20/25 minuti di strada, in modo da poter immergersi in uno dei temi presentati. Wow, che idea geniale direte voi! Certo, soltanto che:

  1. Il rischio di trovarvi in un flusso di gente che ha esattamente i vostri orari, e si muove esattamente lungo il vostro “itinerario” è alto quanto quello di rimanere in coda sull’Autostrada del sole il secondo finesettimana di agosto, così come il rischio di imbattervi in gente che finge di capire il senso nascosto di un paio di mutande stese ad un filo illuminate da un faretto al neon.
  2. Venticinque minuti magari vi sembreranno pochi. Ma è un tratto solo di strada: moltiplicatelo per tutti gli spostamenti che dovrete fare e vi renderete conto di quanto segue. Statisticamente le ore spese durante la Nuit Blanche a Parigi sono così ripartite:

50% nel tragitto tra un’installazione e un’altra

30% in coda per accedere alle opere

15% alla ricerca di un posto per fare pipì

5% in contemplazione di opere incomprensibili ai più

  1. Tutto questo senza prendere in considerazione il fatto che probabilmente vi perderete, finirete davanti a un palo della luce divelto e lo fotograferete postandolo su Istagram con l’hashtag #Nuitblanche2014 credendo che sia un’opera d’arte contemporanea.

Mettetevi l’anima in pace: non è colpa vostra, né del fatto che a scuola durante l’ora di storia dell’arte preferivate giocare a battaglia navale col vostro compagno di banco. Il fatto è che gli organizzatori, probabilmente per pura cattiveria gratuita, amano scegliere nomi e temi incomprensibili, che non aiutano affatto a comprendere il contenuto delle installazioni presentata. Un assaggio di quelli di quest’anno? Eccolo: Les futurs composés, Ceux que nous sommes, À la lumière des arbres, Open musée street-art contemporain  , Je perf’, ils perfs’, … Nous dansons , Ascensions magnétiques.

Chiaro no? “Certo, direte voi, non sono che nomi, devono essere evocatori, per capire di cosa si tratta è sufficiente dare un’occhiata al programma!” Ah sì? Ecco la descrizione del percorso Les futurs composés: 

Entre naturel et surnaturel, Tsai Ming-liang, Hicham Berrada et Motoi Yamamoto suggèrent à travers leurs oeuvres la fabrication de « nouveaux mondes » et nous invitent, autant qu’ils nous préparent, à un rythme urbain tout en contemplation.”

 Sono io o non significa assolutamente niente? Non contenti, gli organizzatori assumono ogni anno dei responsabili della comunicazione capaci di creare un sito internet bellissimo, artistico e incomprensibile, in confronto al quale l’interfaccia del sito di Pole Emploi è il massimo dello user friendly.

 Come uscire vivi dalla Nuit Blanche

A questo punto vi starete chiedendo se è il caso di sfidare il freddo dell’ottobre parigino per poter dire, l’indomani “Bien sur que chui allé à la Nuit Blanche!”? La domanda è, come minimo, legittima. Ma non lasciatevi scoraggiare così facilmente! Seguendo qualche accorgimento potrete uscire vivi da questo evento e – magari – riuscire anche a vedere qualche opera interessante.

  1. Cercate di procurarvi un programma cartaceo: mille volte più comprensibile di siti web e applicazioni vi aiuterà a capire esattamente quali sono le opere presenti.
  2. Se siete degli amanti dell’arte contemporanea focalizzatevi sugli artisti di cui veramente siete interessati a vedere le opere: non potrete mai vedere tutto!
  3. Fatevi un percorso alternativo da soli, tenendo conto del fatto che magari non avrete voglia di passare la metà della serata camminando tra un’esposizione e l’altra.
  4. Alcune opere resteranno esposte più a lungo di una sola notte: se davvero vi interessa non è forse il caso di andare a vederle quando il fiume di gente si sarà ridotto?

Scarpe comode, bottiglietta d’acqua e sorriso: la divisa per la Nuit Blanche è la stessa di un’escursione in montagna. Forse, in fin dei conti, chiamarla Grand Randonnée Artistique non è stata poi una così cattiva idea!

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