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Cosa fare a Parigi questo weekend? I consigli della redac’

Parigi è come un’amante troppo possessiva: ogni tanto si ha bisogno di lasciarla un po’ per tornare ad amarla di nuovo. Convinta di questo, desiderosa di andarmene un po’ a zonzo per il mondo grande e terribile di gramsciana memoria e soprattutto decisa a godermi il ponte dell’11 novembre (quando in Francia, sia detto per inciso, si festeggia il giorno dell’Armistizio della prima guerra mondiale) io, cari miei, questo fine settimana mi faccio un viaggetto all’estero. Bye bye Paris!

FCDHSe restassi, però, non avrei alcun dubbio di cosa fare! Innanzi tutto accompagnerei la mia amica Silvia, che ha deciso di approfittare del Festival cinéma et droits humains. Organizzato dai volontari di Emergency, è iniziato il 5 novembre e durerà fino a martedì 11: ogni sera, alle 20:30, nella bellissima sala grande del Reflet Médicis, potrete assistere a una proiezione seguita da un dibattito; i biglietti, a tariffa unica, costano 6 € 50. Questa sera verranno proiettati i dieci video selezionati nella categoria cortometraggi: quale modo migliore per conoscere nuovi registi e aprire gli occhi su diverse realtà, spesso ignorate? Domani sarà il turno del documentario Les procès de Moscou, dedicato al processo contro le Pussy Riot e realizzato dal regista svizzero Milo Rau. Sulla pagina ufficiale del festival potete trovare il programma completo.

Come dicevo, avrei accompagnato Silvia a un paio di proiezioni, ma visto che la conosco e assieme all’impegno e alla cultura non rinuncia mai a una sana festa di baldoria, non mi sarei fatta pregare per andare con lei anche al Bal Rital: domenica sera, all’espace Fraternité a Aubervilliers saranno la musica e la cucina italiana a tenere banco: a esibirsi saranno la salentina Anna Cinzia Villani, i Telamuré e i giovani musicisti dei Suoni dall’Irpinia. Il consiglio è non soltanto di andare, ma di portare i vostri amici francesi per far loro scoprire le danze tradizionali del sud Italia: Tarantella Montemaranese, Pizzica Pizzica, Tammurriata! Il programma dell’evento sulla pagina del Bal Rital.

Se poi volete approfittare di questo lungo week end per concedervi qualche mostra, come al solito non avrete che l’imbarazzo della scelta. Oltre a ricordarvi che continua la maggior parte degli eventi legati al Mois de la Photo, ecco un paio di mostre che – a quanto pare – vale la pena di andare a vedere… Innanzi tutto Le Maroc contemporain¸ all’Istituto del mondo arabo fino al 25 gennaio. Un’immersione nell’effervescenza dell’arte contemporanea marocchina, dal design alla pittura passando per la fotografia. E se non l’avete ancora fatto, non perdete l’occasione per visitare anche la collezione permanente di questa imprescindibile istituzione parigina! Attenzione: l’Institut du Monde arabe è chiuso il lunedì, ma – a differenza di molti altri musei – sarà aperto il giorno dell’Armistizio. Se poi non l’avete ancora vista perché non fare un salto al Centro Pompidou per visitare la mostra su Marchel Duchamp? Assolutamente sorprendente, vi farà conoscere l’inventore del ready-made nell’arte da un punto di vista più inusuale, quello della pittura.JAZZY

Ne volete ancora? Vabbé, vi accontento perché è uno week end più lungo del solito! Una bella iniziativa che giunge quest’anno alla dodicesima edizione è il festival Jazzycolors: iniziato il 4 novembre si concluderà a fine mese. Una trentina di concerti in 13 luoghi diversi a un prezzo decisamente seducente: i biglietti costano tra i 5 e i 10 euro. Il festival Jazzycolors è organizzato dal FICEP (Forum des Instituts Culturels Étrangers à Paris), il che, da solo, vi fa capire quanto sia varia la programmazione: tutti gli amanti del jazz, nelle sue mille declinazioni, troveranno pane per i propri denti… Anzi, musica per i propri orecchi!

Se, invece, l’arrivo del freddo e le giornate che si accorciano vi fanno venire voglia di un bel cinemino, io vi consiglio di andare a vedere National Gallery, di Frederick Wiseman. Lo so che a vederlo su carta (tre ore scarse di documentario senza voce fuori campo sul celeberrimo museo londinese) non si vende tanto bene… Ma vi assicuro che tre ore non le vedrete neppure passare, incantati da questa full immersion nell’arte e nella cultura.

 

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