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Le feste in casa

Tutti amano le feste in casa, soprattutto se non sono in casa propria.

Si spende poco, si conoscono nuove persone e il più delle volte si passano le migliori serate.

A Parigi le feste negli appartamenti sono di due tipi.

Puoi ritrovarti in apparamenti dove tutti parlano a gruppetti di cose molto intellettuali con musica di sottofondo, buon vino e crostini ordinati per colore su piatti di porcellana. Sono quelle serate dove rimpiangi il piumone, il fedele computer con un film in streaming e continui a fissare l’orologio sperando che serva a farlo girare più veloce.

Oppure ci sono le feste dal “tragicomico giorno dopo”.

Grande amante delle serate memorabili e forse un po stufa di incappare in serate troppo tranquille e formali ho cominciato, ora che mi è possibile ( alias ho guadagnato col tempo qualche metro quadro in più in casa), a cimentarmi ed organizzare feste degne di chiamarsi tali.

Un Party ben riuscito alla parigino style non manca mai dei soliti elementi base, come un’equazione ben riuscita: Spazio/ Gente/ Musica/Alcool.

Tu crei lo spazio (che viene occupato dalla gente che non si conosce), metti la musica che nasconde la poca conosenza del francese o discorsi poco interessanti e aggiungi l’alcool che rende tutti gli sconosciuti amici.

Superato quest’ostacolo il resto è tutto in discesa!

Ma la cosa che rende unica la festa è quel momento in cui tu, proprietario, più o meno sobrio, ti metti a osservare che tutto stia andando bene e ricerchi gli altri elementi che ti fanno capire che anche questa volta hai “spaccato” e tutti andranno via contenti:

–          La ragazza che hai invitato per sbaglio (maledetti omonimi su facebook) che è molto apprezzata dai tuoi amici single che le stanno addosso come api sul miele.

–          Le persone che ti hanno salutato un paio d’ore fa per prendere la metro ma sono ancora lì, ignare che torneranno con la prima luce del mattino.

–          Le finestre  prese d’assalto in ricerca di ossigeno dovuto alla nuvola di fumo che ormai avvolge la stanza;

–          L’ubriaco molesto che dispensa affetto non richiesto al massimo del suo splendore, che passa da una persona ad un’altra abbracciando e dando baci bavosi.

–          Quando in bagno c’è più di una persona alla volta…. E sicuramente non per parlare di politica.

–          Quando hai già riempito il quarto sacco della spazzatura e sei a metà della serata.

–          Nel corridoio c’è chi parla da solo con la sua immagine riflessa sullo specchio o con la montagna di cappotti che ricopre una sedia.

–          I muri sono sorretti da chi da solo ormai in piedi non ci sa più stare.

–          Le anime in pena vagano scuotendo tutti i pacchetti di sigarette abbandonati, sperano di trovare quella sigaretta che in quel momento sarebbero disposti a pagare!

–          Il divano è monopolizzato da una sagoma addormentata vicino alle casse che tranquillo dorme con un bicchiere in mano che magicamente non si è ancora versato;

Poi ci sono segni estremi:

–          Quando vedi addentare una cipolla come fosse una mela o mangiare maionese come fosse yogurt (fame chimica)

–          Il fruttivendolo notturno (épicier) ha finito di lavorare e si presenta vestito da clown salendo dalla grondai  perché non ha i codici;

–          I ballerini di capoeira di Montmartre che tornando a casa salgono e te li ritrovi a ballare in salotto.

–          Un’amica di un amico viene accompagnata da…. 20 svedesi e una cinese!

–          Il tuo vicino, che sarebbe quello che dovrebbe chiamare la polizia per schiamazzi, è invece seduto sul divano con una bottiglia e un mega sorriso.

–          Una ragazza che mentre balla si addormenta e cade a terra come un sacco di patate…

Son soddisfazioni a cui ripenserai ridendo il giorno dopo quando ti sveglierai per la puzza di fumo che impregna tutta la casa.

Barcollando camminerai verso la cucina perdendo la pantofola che è rimasta inesorabilmente appiccicata al pavimento…. passando in cucina e avrai un momento di spaesamento pensando di essere nel Bronx e camminando con un piede scalzo tra bicchieri, mozziconi, tappi di birra, oggetti smarriti per scavalcare l’ultimo superstite che dorme sul pavimento (che ti aiuterà a pulire ma ancora non lo sa!) per aprire le finestre sperando nel sole…. Ma alle 16 è una speranza vana!

Non resta molto da fare: recuperare tutti gli accendini che la gente ha perso nel divano (unica settimana dove magari sigarette non ne hai, ma in borsa sfoggi 10 accendini), fare una lista di tutti gli indumenti abbandonati, recuperare le bottiglie ancora chiuse e realizzare che la domenica è già finita.

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