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Festival di Cannes: dov’è il cinema?

Cannes2015Se tutto quello che ho sentito dire in metropolitana nelle ultime due settimane fosse vero, durante i dodici giorni del Festival di Cannes Parigi dovrebbe essere vuota come il quindici d’agosto; non conto neppure le volte che, appena sedutami ed aperto il giornale, ho intercettato la conversazione del pischello di turno che diceva all’amico seduto accanto: “Questo week-end non ci sono, parto a Cannes”. Sulla prima pagina di quasi tutti i quotidiani mercoledì scorso troneggiava il ritratto di Ingrid Bergman che sorride dai manifesti della kermesse . Ebbene sì, perfino i più inveterati tra i parigini rinunciano al loro atavico odio verso il sud per quasi due settimane l’anno: quelle del Festival di Cannes. E visto che râler è lo sport nazionale, non c’è edizione che non cominci senza (almeno) una polemica.

Quest’anno è stata Catherine Deneuve a finire nel giro di schiaffi dei social network per una dichiarazione quanto meno tranchante a proposito della località di Dunkerque. La città, che ha ospitato le riprese del film La tête haute nel quale recita la stagionata diva di Bella di giorno, è stata definita triste da quest’ultima durante un’intervista. Nell’ordine sono seguite: le richieste ufficiali di scuse da parte del consiglio comunale, la richiesta di boicottare il film (che ha aperto il festival mercoledì scorso) e la retromarcia dell’attrice. Il tutto, ovviamente, mente Twitter pullulava di messaggi a proposito di questo evento di enorme interesse pubblico. Al di là del fatto che ho visto il trailer del film e non c’era certo bisogno di una polemica sterile per togliermi la voglia di vedere una storia patetica su un ragazzo difficile che entra ed esce dai riformatori, la polemica riflette bene almeno una cosa: Cannes è, per i giornalisti della presse-people (e per tutti quelli che, nonostante lavorino per delle redazioni “serie”, si ostinano a fare del gossip) una vera manna dal cielo.

E così tutti felici e contenti celebriamo il bel mondo che si installa sulla costa Azzurra: champagne per tutti! la magia del cinema richiede qualche bollicina e in fin dei conti Cannes è Cannes, ed è pur sempre un’eccellenza francese da mostrare al mondo. O sbaglio?

Ma al di là dei pretenziosissimi studenti di cinema, degli intellettualoidi parigini che sono quindici anni che devono fare uscire il loro film ma manca loro l’ispirazione, e dei fan sfegatati che vendono un rene per vedere da lontano la ricrescita della loro star del cuore, chi è che va a Cannes? E, soprattutto, che cos’è Cannes?

Una bella vetrina per i film, senza dubbio, visto che – a quanto pare – molte pellicole trovano i propri distributori all’estero proprio durante i dodici giorni più caldi di Cannes (almeno per gli abitanti, che ogni anno vedono la propria città invasa da più di centomila persone per due settimane… Vi lascio immaginare i problemi di parcheggio che ne conseguono…). E poi?

Chiudete gli occhi e pensate a Cannes: cosa vi viene in mente? A Cannes il cinema è talmente agghindato di accessori brillanti che si stenta a riconoscerlo. Il red carpet, la scalinata, gli abiti haute couture, le feste private in yatch… Dodici giorni dedicati al cinema dei quali la stragrande maggioranza del genere umano ricorderà le mutande di Sophie Marceau, la barba di Matthew McConaughey e le innumerevoli « gallery » con i look delle attrici… Che successone! Perché in realtà Cannes è scintillio e strass per gli spettatori da casa: guardate quanto siamo fichi e autoreferenziali, ci facciamo i selfie sul tappeto rosso, anzi no, anzi sì ma non troppi! Ci facciamo i complimenti a vicenda, un anno partecipiamo e un anno siamo in giuria, ma che ci volete fare? siamo la créme della settima arte!

I film, però, per un buffo paradosso, sembrano relegati a far da sfondo a questo incessante viavai di attori, di attrici, di vip non meglio identificati, di dichiarazioni shock e di denudamenti più o meno involontari, più che la ragione d’essere del festival stesso. E quanti giornalisti, che – visto che sono accreditati – potrebbero pure vederseli un po’ dei film proiettati, spendono due parole per parlare delle opere proposte nella sezione cortometraggi (ah, nel caso vi fosse sfuggito – anzi, ve l’avessero fatto sfuggire – sì, c’è una sezione cortometraggi a Cannes!)? Però mi raccomando, non facciamoci sfuggire le mutandine di Diane Kruger!

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