Le ultime

Gérard Fromanger al Centre Pompidou

Oltre la superficie rossa della scultura Souffles de mai, l’intera sala in cui è esposta, al 4° piano del Centre Pompidou, si tinge di magenta, riassumendo, in un accostamento di opere affacciate l’una sull’altra, tutte le costanti dell’opera di Gérard Fromanger: la luce, il colore, la realtà.

Album Le Rouge, 1968 21 affiches sérigraphiées Centre Pompidou, Musée national d’art moderne, don de l’artiste, 2006 © Gérard Fromanger, 2016 © Collection Centre Pompidou/Dist. RMN-GP photo Georges Merguerditchian

Album Le Rouge, 1968 / 21 affiches sérigraphiées / Centre Pompidou, Musée national d’art moderne, don de l’artiste, 2006 / © Gérard Fromanger, 2016 / © Collection Centre Pompidou/Dist. RMN-GP / photo Georges Merguerditchian

Associato al movimento della nouvelle figuration, pur restandone indipendente, il pittore muove i primi passi nel mondo dell’arte intorno ai primi anni ‘60, in una Parigi contestataria e militante; i suoi amici sono personalità come Jean-Luc Godard, Michel Foucault, Jacques Prévert, i fratelli Giacometti. Si nutre di poesia, musica, letteratura, trovando nell’arte la somma espressione della realtà, e nel colore il mezzo di rappresentazione dell’umano. « Comment traduire en bonheurs de peinture les bonheurs d’une grande fête collective comme Mai 68, sinon par un langage-couleur capable de donner à l’image une fraîcheur, une nouveauté, un enchantement ?« , confida Fromanger a Michel Gauthier, curatore della mostra.

En Chine, à Hu-Xian, 1974 Série « Le désir est partout » Huile sur toile, 200 x 300 cm Centre Pompidou, Musée national d’art moderne, achat de l'Etat, 1975 © Gérard Fromanger, 2016 © Collection Centre Pompidou/Dist. RMN-GP photo Philippe Migeat

En Chine, à Hu-Xian, 1974 / Série « Le désir est partout » / Huile sur toile, 200 x 300 cm / Centre Pompidou, Musée national d’art moderne, achat de l’Etat, 1975 / © Gérard Fromanger, 2016 / © Collection Centre Pompidou/Dist. RMN-GP / photo Philippe Migeat

In questa retrospettiva, che ripercorre tutta l’opera dell’artista fino alle ultime produzioni del 2015, il rosso ha lasciato progressivamente il posto a macchie vivaci di colori differenti nel rappresentare l’energia dell’umano, contrapposto al grigio della polizia durante gli scontri del Maggio ‘68, a quello dei negozi nella serie « Boulevard des Italiens », della Cina maoista in En Chine, à Hu-Xian; il genio che sfugge all’omologazione della società dei consumi e dell’informazione, alla repressione, agli schemi imposti.

Gérard Fromanger-Galerie Caroline Smulders

Peinture-Monde, Blanc de titane, 2015 / Série « Le coeur fait ce qu’il veut » / Acrylique sur toile, 200 x 300 cm / Collection Leïla Voight / © Gérard Fromanger, 2016 / © Collection Centre Pompidou/Dist. RMN-GP / photo Bertrand Prévost

Eppure, viene da chiedersi, non sarà un po’ troppo tutto quel colore, anche nei quadri più recenti? Qua fuori, nel mondo reale, l’impressione è che la festa collettiva sia finita da un pezzo, cancellata da una pennellata di grigio. E’ forse allora uno slancio di ottimismo quello che Fromanger riflette sulla tela, oppure forse anche lui, come molti della sua generazione, il contatto con la vera vita l’ha perso da un bel po’.

Gérard Fromanger

Centre Pompidou

Dal 17 febbraio al 16 maggio 2016

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