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Via dalla pazza folla: le gite fuori porta a Parigi – Parte 2

Come ogni anno non appena la primavera fa capolino dai primi balconi fioriti un solo pensiero irrompe nella mente di tutti i mediterranei che vivono a Parigi: fatemi uscire di qui! Memori delle scorrazzate primaverili al mare o sui colli, le domeniche pomeriggio a sorseggiare vino rosè al Buttes-Chaumont non bastano a calmare la nostra sete di gite fuori porta. Per fortuna che, come già scritto più o meno un anno fa, a Parigi uno sforzo economico piuttosto modesto e un investimento di tempo altrettanto sostenibile sono sufficienti per concedersi una scampagnata con i fiocchi.

In cerca di idee? Ecco una piccola selezione di destinazioni a due passi dalla capitale!

Provins

ProvinsPatrimonio mondiale dell’Unesco, Provins è una cittadella medievale perfettamente conservata. Cinque chilometri di bastioni e cinquantotto monumenti classificati come monumenti storici, tra i quali aggirarsi percorrendo viuzze pedonali dal fascino d’altri tempi. Visto che il medioevo, a quanto pare, vende bene, durante la stagione turistica si tengono numerosi spettacoli a tema: falconeria e tornei equestri in testa. La sensazione di trovarsi in una specie di Disneyland del Medioevo, sinceramente, persiste, soprattutto se ci andate una domenica di giugno… Ma preso a piccole dosi un po’ di disneylandismo non può fare troppo male, no?

Come andarci? Provins, à 80 km da Parigi, si trova in zona 5: da Gare de l’Est basta prendere un regionale (linea P) e in poco meno di un’ora e mezza si arriva in città. Grazie al pass navigo “dezonato” chi ha un abbonamento non paga niente. Altrimenti si contino circa dieci euro a tragitto.

Tip: Il miglior modo per apprezzare la città medievale di Provins è vedere come si integra con l’ambiente circostante: perché non approfittare dello spazio per le biciclette sui Transilien per unire alla visita della città un’escursione su due ruote? Volendo si può scendere alla stazione di Longueville e pedalare per gli ultimi dieci chilometri.

Giverny

GivernySiamo nella primavera del 1883 quando Claude Monet scopre il piccolo villaggio di Giverny passandovi in treno. Vedovo da più di tre anni ed economicamente in cattive acque decide di installarvisi, alla ricerca di un luogo a sua “convenienza”. Vivrà prima in una stanza ammobiliata e in seguito nella splendida casa delle ninfee, che riuscirà ad acquistare nel 1890. Visitare la casa (e soprattutto il giardino) di Monet è un’esperienza estetica in sé, da completare (per chi ancora non lo avesse fatto), con una visita alle (poeticissime) sale dedicate alle ninfee al Museo dell’Orangerie a Parigi. A Giverny si trova anche il Museo degli Impressionismi, dedicato all’influenza del movimento artistico di Manet, Monet e Renoir sulla storia dell’arte del XIX e XX secolo.

Come andarci? La stazione più vicina è quella di Vernon, a tre quarti d’ora dalla Gare Saint Lazare (sulla linea Paris-Rouen-Le Havre). Una volta arrivati a Vernon delle navette (andata e ritorno intorno ai 10 euro) coprono i sei chilometri che separano i due paesi. Ancora una volta, è possibile optare per una lunga passeggiata o per una pedalata per raggiungere Giverny da Vernon, per unire alla cultura un po’ di attività fisica.

Rambouillet

RambouilletUn castello, una foresta, dei giardini disegnati dal maestro Le Nôtre… Volete una ragione di più per perdervi in mezzo alla natura? Eccola: tutto questo si trova a meno di un’ora di treno dalla Gare Montparnasse. Il castello di Rambouillet, acquistato da Luigi XVI e ristrutturato per farne un castelletto da caccia è immerso in 150 ettari di giardino. Oltre alla visita del castello e delle stalle reali (oggi fattorie pedagogiche) è il luogo ideale per concedersi una gita in bici, in tandem o per navigare sui canali del giardino alla francese su di una barca a remi. Anche se la mia cosa preferita, lo ammetto, resta il piccolo museo dedicato alle ferrovie!

Come andarci? Da Montparnasse fino alla Gare de Rambouillet ci vogliono 35 minuti se si prende un semidiretto. Un’ora con un regionale che fa tutte le fermate.

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