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Helena Almeida al Jeu de Paume

Degli eurini veramente ben spesi quelli per l’expo di Helena Almeida al Gioco della Pallacorda (Jeu de Paume, Métro Concorde), che già dalla locandina ci aveva stuzzicato un bel po’, e che non ci ha deluso!

helena almeida

helena almeida

Ma… Little rewind! Chi è Helena? Nata nel 1934 a Lisbona dove tuttora vive, Helena è una tipa molto giusta, un’artista contemporanea poco conosciuta in Francia (quindi grazie Jeu de Paume per avercela portata qui). Tuttavia – visto che Parigi è importante, per carità, ma non è onnicomprensiva – Helena ha alle sue spalle una lunga carriera che, già dagli anni Sessanta, l’ha piazzata nell’Olimpo dei grandi artisti internazionali.

Helena Almeida rientra perfettamente nello sperimentalismo dei suoi tempi, e recupera temi della generazione precedente, quella di Lucio Fontana per esempio, la cui influenza si vede (e di brutto!) soprattutto nelle opere astratte. I suoi lavori parlano del corpo, di corporeità, più in generale. Sfidano e contengono la fotografia, la pittura, il disegno, l’arte cinematografica, spesso interposte e fuse insieme. helena almeidaHelena è come un po’ claustrofobica: smania, non fa pace con la tela, e vuole una cosa a tutti i costi, e cioè superare lo spazio pittorico e narrativo, come fosse una camicia troppo stretta (e si sa che le camicie strette sono fastidiosissime!).

La serie di tele senza titolo degli anni 1968/1969 mostrano proprio questo: lo sforzo teso alla decostruzione (ci piace un sacco la decostruzione) dei supporti artistici tradizionali. E così, la tela si arrotola, si stacca dal suo supporto, si ammorbidisce, si sveste e si riveste. E la stessa cosa fa l’artista, che entra nella fotografia, supera la fotografia, fa cose e vede gente – come direbbe Nanni – e (si) dipinge con quel blu Klein che ci piace da morire! Trattasi appunto di “Pintura habitada”! La pittura infatti si abita, la foto anche, Helena stessa abita la foto, tutto è preso in prestito e si mescola a qualcos’altro.

helena almeidaUna linea diventa un filo, uno specchio diventa una figura, cambia materia ed entra nella tridimensionalità, sfocia in una quasi realtà aumentata. Si fa estensione del mondo circostante. Ogni oggetto, di qualsiasi forma e supporto (audio, video, disegno, schizzo, ecc.), acquisisce movimento, viene manipolato, trasformato in altro, pur rimanendo attaccato alla sua natura.
Ecco, questa può essere una sintesi… Ma forse non ci siamo proprio spiegati per benino… In breve, Helena “dipinge i dipinti e pittura la pittura”, questo fa. E ci è sembrata una figata!

Helena Almeida, Jeu de Paume dal 6 febbraio al 22 maggio 2016

http://www.jeudepaume.org/

 

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