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Le Printemps du Cinéma

IMG-20130317-00206-1024x768La primavera è nell’aria… E non è soltanto l’occasione di tirare fuori i maglioni più leggeri e iniziare a fantasticare sui pic nic al Buttes-Chaumont! Appuntamento irrinunciabile per tutti i cinefili squattrinati ( e sprovvisti di tessera fedeltà… Ma che cosa aspettate a farvela?) le Printemps du Cinéma ritorna nel 2015 per la sua sedicesima edizione.

Il principio è di una semplicità imbarazzante: durante tre giorni, dal 22 al 24 marzo, tutte le proiezioni, a qualunque ora e di qualunque film costa soltanto 3€50. Organizzato ogni anno dalla Fédération Nationale des Cinémas Français, Le Printemps du Cinéma ha conosciuto negli anni un successo crescente: l’anno scorso in tre giorni le casse hanno registrato più di 2 milioni e mezzo di entrate… Mica male eh? A differenza delle altre iniziative simili, così come dei vari festival, Le Printemps du cinéma mette tutti i film sullo stesso piano: che vogliate andare a vedere quel film uscito da tre mesi ma ancora miracolosamente all’affiche in qualche sala o che moriate dalla voglia di vedere l’ultimissima uscita… Beh, il prezzo resta sempre quello: 3€50. Che, detto tra me e voi, è il prezzo di una pinta nei peggiori bar della capitale.

Qualche idea su cosa andare a vedere?

Tra i film già in sala spiccano, ovviamente, Birdman, che ha fatto man bassa di premi all’ultima cerimonia degli Oscar, assieme ad America Sniper, l’ultima pellicola di Clint Estwood, e all’intrigante Réalité di Quentin Dupieux. E tra le prossime uscite? Big Eyes (uscita prevista il 18 marzo) si preannuncia come il miglior film di Tim Burton da anni e anni (non che ci volesse molto, mormoreranno i più cattivi): Selma (che esce oggi in Francia) biopic di Martin Luther King, ha diviso la critica statunitense e fatto molto discutere. Esce oggi al cinema anche The Voices, realizzato dalla regista iraniania Marjane Satrapi. Dopo il successo di Persepolis Satrapi aveva firmato il film Pollo alle prugne, accolto in modo piuttosto tiepido dal pubblico; ritorna nelle sale con la sua ultima fatica: una “commedia drammatica” secondo i distributori ma che si presenta soprattutto come una favolosa commistione di generi e stili. Da vedere. Per tre giorni, insomma, ce n’è per tutti i gusti (cinematografici)… Quanto a me, senza dubbio non mi lascerò sfuggire Inherent vice, fresco fresco di uscita, né Anton Tchekhov 1890, biografia del grande scrittore russo, previsto in sala a partire dal 18 marzo.

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