Cercare lavoro in Francia #1 La lettera di motivazione: due o tre cose che so di lei

La lettera di motivazione: due o tre cose che so di lei

Siete arrivati a Parigi con la vostra valigia, il vostro curriculum tradotto alla meno peggio in francese e tanta speranza nel cuore. Alle spalle una brillante carriera accademica e magari qualche esperienza nel vostro settore: vi sembra che non manchi niente per lanciarsi nel (cattivissimo) mercato del lavoro francese.

ERRORE!

© Bettmann/Corbis
© Bettmann/Corbis

Vi manca la chiave della candidatura in Francia, quella formula magica che apre (in teoria) la porta al colloquio di assunzione: la lettre de motivation! Sì, certo, la lettera di presentazione la facciamo anche in Italia, ma vi assicuro che le nostre simpatiche missive che hanno per obiettivo accompagnare il curriculum non hanno nulla a che vedere con le lettere di motivazione transalpine. Provate a cercare “lettre de motivation” nel vostro motore di ricerca: vi si aprirà un mondo (fondamentalmente ansiogeno). Articoli e articoli che spiegano come si deve scrivere questa benedetta lettera, quali espressioni usare e quali evitare, dove inserire l’indirizzo del mittente e altri dettagli assolutamente irrilevanti ai nostri occhi ma che secondo la cricca degli scrittori-di-articoli-sulle-lettere-di-motivazione sono assolutamente fondamentali.

In teoria, stando ai suddetti articoli, ogni candidatura deve essere accompagnata dalla sua bella lettera di motivazione, evidentemente personalizzata, il che richiederebbe un miliardo di anni per inviare un numero piuttosto esiguo di candidature. Il che produce l’ennesimo cortocircuito della vita parigina: il disoccupato non ha un momento libero perché passa le sue giornate a scrivere e riscrivere lettere di motivazione (vita vissuta).

L’altro aspetto simpatico della lettera di motivazione è che vi viene richiesta per tutto. Todo. Qualunque cosa. In breve: non si scappa, che vi candidiate per uno stage, il lavoro della vita, un posto da netturbino, un corso di formazione, una Grande Ecole o una squadra di badminton potete essere certi senza margine di errore che vi verrà chiesta una lettera di motivazione.

 Ma, nella vera vita, chi è, come funziona e quanto è importante questa lettera di motivazione?

  1. È importante. Non tanto perché i vostri futuri capi siano interessati a leggerla (mai fatto un colloquio con qualcuno che avesse letto la mia lettera di motivazione), ma perché spesso (sempre nelle grosse ditte) la prima scrematura delle candidature non la fanno i vostri futuri capi bensì le RH (responsabili risorse umane. Femminile perché in tanti anni non ho mai sentito parlare una sola volta di un RH), divoratrici di lettere di motivazione. (A tutti i responsabili risorse umane che ci leggono: non ho niente di personale contro di voi. Non è colpa vostra, è il sistema che è sbagliato.)
  2. È la fiera della falsità. In meno di una pagina dovete far capire al vostro interlocutore (che, vi dirà qualunque altro articolo serio sulla lettera di motivazione, non dedicherà alla vostra lettera più di 10 secondi, a meno che non attiriate subito la sua attenzione) che siete perfetti per quel posto, ma non solo; che quel posto è perfetto per voi, ma non solo; che adorate quel posto e non vorrete lasciarlo mai più. Più o meno gli stessi argomenti che da secoli servono a portare a letto qualcuno.

Come si scrive una lettera di motivazione convincente? Se trovate risposta a questa domanda vi prego di comunicarmelo. Io vi dico quello che ho imparato fino ad adesso, leggendo articoli ansiogeni, parlando con chi seleziona le candidature, scrivendone almeno qualche centinaio.

 Cercate di personalizzarla in base al destinatario, ma senza diventare matti. La tecnica maggiormente usata è quella di dividere la lettera di motivazione in diverse parti: la prima, nella quale spiegate perché quel lavoro è il sogno della vostra vita (anche se non lo è), la modificherete in base al posto per il quale vi candidate, mantenendo più o meno fissa la parte in cui spiegate le vostre esperienze (più o meno perché se non avete un percorso esattamente lineare, dovrete aggiustare un po’ le cose dando più o meno importanza a certi eventi). La parte finale, con i saluti e altre manfrine, potete lasciarla praticamente invariata.

 Siate coincisi. Non scrivete una lettera di dieci pagine. Una pagina è il massimo, se possibile scrivete anche un po’ meno. Cosa scrivere? Diciamo che i concetti che dovrebbero emergere sono: perché volete quel posto – chi siete – cosa potete apportare – perché voi e non un altro.

   Siate sicuri di voi. Lo so che è difficile, trovo che per noi italiani sia più difficile mettere nero su bianco una lista delle nostre competenze, dire “sono bravo”, mentre qui si tratta di un esercizio al quale sono abituati fin da subito. All’inizio vi sembrerà di tirarvela un sacco, ma forse dopo un po’ comincerete a pensare che non è poi così male essere in grado di dire cosa sappiamo fare e di dirlo in modo convincente.

  Non siate arroganti. Vi sembra in contraddizione con quanto appena detto? Vi capisco, anche a me, però qui sta la difficoltà nello scrivere una lettera di motivazione: essere sicuri ma anche umili (in fin dei conti, chi vorrebbe assumere un pallone gonfiato che sa fare già tutto?). Il tutto si gioca sulla scelta delle parole, sulle sfumature, in questo esercizio stilistico che assomiglia più a un esperimento di chimica. Al bando – nei limiti del rispetto della lingua – i condizionali: siate concreti e chiari.

 

Per finire, eccovi una serie di siti che contengono un po’ di modelli e dei consigli per scrivere la vostra lettera di motivazione (ma attenzione, non è detto che tutto quello che c’é scritto sia vero o giusto!). Buona lettura… E buona fortuna!

lettre-de-motivation.modele-cv-lettre.com

etudiant.aujourdhui.fr/etudiant/

www.letudiant.fr/jobsstages/lettres-de-motivation_

I commenti sono chiusi.

CHI SIAMO

Dal 2013, Italiani a Parigi.

Torna in alto