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Le nuove migliori pizze di Parigi

Il mondo della pizza a Parigi è in evoluzione permanente. Vi avevamo già parlato dei grandi classici, avevamo fatto il punto sulla nuova tendenza della pizza al taglio, vi aggiorniamo oggi con altre quattro giovani leve fra le pizzerie parigine che abbiamo testato personalmente.

Sette

pizza setteAperta 7 giorni su 7, prezzi a partire da 7 €: poche semplici prese di posizione e la scelta del nome si è fatta da sé. Al 38 dell’animata rue du Faubourg Saint-Denis, pizza Sette si inserisce a meraviglia fra i ristoranti indiani, i paninari curdi e gli hamburger di Paris-New York, in un quartiere dove vecchi habitué si incrociano con la gioventù squattrinata delle birre a pochi spicci e baldi startupper dell’ultim’ora.

Se il profumo della pizza non dovesse bastarvi a ritrovarne le tracce, seguite la musica: da pizza Sette la techno si ascolta a tutto volume. Piace così alla scanzonata équipe del ristorante, per cui lavorare bene è importante almeno quanto farlo divertendosi: “Siamo dei pazzi”, racconta Emanuele, il secondo pizzaiolo, “prima di tutto siamo amici e poi colleghi”. Intorno al forno, insieme a lui, ci sono Marco, lo chef, e Djibi, il terzo pizzaiolo. Giovanni, invece, si occupa dei dessert e della preparazione di tutti gli ingredienti di guarnizione.

Pistacchio, mortadella, cipolle caramellizzate, ananas e miele: alcune delle scelte più azzardate previste dal menù. Le fondamenta, però, restano solide: pomodoro San Marzano, mozzarella di bufala campana e impasto preparato con cura. “Prima di tutto lo si lascia riposare per tre/quattro giorni. Questo processo serve ad anticipare la scissione degli zuccheri composti in zuccheri semplici, che di solito avviene durante la digestione”, spiega Emanuele, un chimico, nella sua vita precedente, “soltanto dopo comincia la lievitazione a temperatura ambiente”. Praticamente in questo modo la pizza risulta molto più leggera. Ci pensa l’eccellenza di Morello, la Ferrari dei forni a base rotante, a concludere l’opera. Che pizza scegliere? Emanuele consiglia l’Angelo e Demoni, perché è piccante come il salamino e allo stesso tempo fresca come la bufala aggiunta a fine cottura. Da innaffiare di Scaia, Nero d’Avola, Peroni o birra artigianale e concludere con uno dei dessert fatti in casa.

In assoluto il miglior rapporto qualità prezzo di tutta Parigi. La pizza a 7 € altrove ve la potete proprio scordare.

Pizza Rossi

pizza rossiPer Benjamin e Alexandre, i due fratelli francesi proprietari del ristorante, la pizza è sempre stata una passione. Per Davide Castellano, il pizzaiolo, un’evidenza: nato ai piedi del Vesuvio, si è fatto le ossa in alcune delle più rinomate pizzerie partenopee, prima di sbarcare a Parigi insieme al fratello Gianpaolo che ora lavora insieme a lui, in sala. Non per niente la pizzeria Rossi fa pensare a una di quelle piccole osterie senza pretese dove si mangia super bene, ma custodite gelosamente solo dai veri conoscitori e dagli abitanti del quartiere. La sua insegna verde, bianca e rossa si intravede appena all’imbocco della rue Blondel, una di quelle vie di Strasbourg Saint-Denis in cui riscoprire la Parigi popolare di una cinquantina d’anni fa, erosa altrove da negozi alla moda e bar in stile newyorchese.

Un’unica missione per la doppia coppia di fratelli: fare una buona pizza. E per fare una buona pizza, si parte dagli ingredienti: consegnati porta a porta da un produttore due volte a settimana. Tutto arriva col camion direttamente dall’Italia, dall’olio al pomodoro, dai salumi alla mozzarella. Poi, tutto è lasciato al savoir faire del pizzaiolo, Davide, che per il suo prodotto ha scelto un impasto indiretto: farina rigorosamente Caputo, “una delle migliori”, ci dice, riposo in frigorifero a 4°C per un paio di giorni e poi lievitazione a caldo. Il risultato è un impasto leggero, friabile e digeribile. La sua pizza preferita? La pizza Verace, perché i suoi gusti e profumi ti fanno tornare in Italia il tempo di una cena.

I pur ottimi vini italiani (Chianti, Montepulciano, Nero D’Avola) serviranno ai francesi per crogiolarsi nell’illusione di aver imparato l’esatta procedura del consumo di pizza, lasciando agli italiani il privilegio di Peroni e Moretti in bottiglia.

Per dessert: tiramisù o pannacotta fatti in casa.

Ottimo rapporto qualità/prezzo: pizze dagli 8,50 ai 13 €, con possibilità di scegliere un menù sia a pranzo che a cena.

Il Posto

il postoUsciti alla metro Pyrénées, in cima al quartiere di Belleville, Il Posto si individua a naso. Le pizze fumanti in bella mostra ai tavolini della terrazza riscaldata sono un invito ad entrare. L’atmosfera minimal e lo stile newyorchese nascondono la vera anima del locale, che i due chef, Roberto e Domenico, tradiscono col loro accento 100% napoletano. Da poco più di un anno, questa pizzeria fuori dai sentieri battuti custodisce uno dei rari forni a legna della ristorazione parigina. Pizze rosse e pizze bianche, il menù è accattivante quanto basta per gongolare troppo a lungo fra la semplice bontà di una margherita e la curiosità per una gustosa e poco ortodossa tartufo. Mano al portafogli, meglio optare per la semplicità e/o rinunciare al dolce. In compenso, dire di no agli antipasti è missione impossibile quando la scelta verte fra prosciutto San Daniele DOP, burrata, parmigiana e crocchette di mozzarella di bufala.

East Mamma & Ober Mamma

ober mammaLontani anni luce dall’atmosfera popolare di Strasbourg Saint-Denis, dall’intimità senza pretese delle osterie di provincia, questi due ristoranti riescono pertanto nel loro ambizioso obiettivo: portare a Parigi l’eccellenza della gastronomia italiana, a prezzi che assomigliano a quelli di una buona trattoria nostrana. Il segreto? Ce lo svelano Tigrane e Victor, i due gestori: “Quello che facciamo si riassume in una frase: popolarizzare i migliori prodotti italiani comprando direttamente presso più di 30 produttori in Italia e proponendo una cucina 100% fatta in casa, dall’alcol con cui innaffiare la nostra pasta fresca al caffè, che tostiamo qui”.

A onor del vero, per chi, come noi, le osterie della penisola le conosce davvero, sa che 10-15 € per una buona pizza è un costo abbastanza sopportabile soltanto in virtù della lacerante nostalgia per i sapori d’oltralpe. Sapere che in più il pizzaiolo di East Mamma, Emanuele Rosato, porta con sé i segreti della pizzeria napoletana in cui ha fatto i primi passi, la leggendaria Da Michele, è più che comprensibile l’inclinazione a perdonare qualche euro di troppo nel conto finale. Del resto tutto è fatto a regola d’arte, a partire dall’impasto, lasciato a riposare per 48 ore, al forno a legna artigianale firmato Salvatore Acunto, consegnato direttamente da Napoli.

E per chi non avesse voglia di pizza, consigliamo anche la pasta: fatta a mano, perfettamente al dente, guarnita con ingredienti di qualità.

Avete già provato ad andarci almeno cinquanta volte, ma c’è sempre la coda? L’unica soluzione per andare sul sicuro è prediligere il pranzo: se arrivate puntuali a mezzogiorno, il posto è assicurato.

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