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Pizza al taglio a Parigi, i nuovi indirizzi

Dal nostro primo e ultimo articolo sulle migliori pizzerie di Parigi, non ci eravamo più azzardate a rimettere mano al delicato argomento. Del resto, quella della pizza è una problematica spinosa che ognuno di noi ha imparato ad analizzare a modo proprio, sviluppando una soglia di tolleranza allo scarto dall’originale direttamente proporzionale agli anni di soggiorno in terra straniera e all’intensità di determinati fattori contingenti (la fame) e intrinseci (attaccamento sentimentale, sensibilità, educazione, tendenza al pregiudizio). Per esempio io, in parte spinta dall’entusiasmo della mia coinquilina ad alto tasso di francesizzazione e dal fattore “frigo vuoto”, sono addirittura in grado di cedere alle lusinghe della pizzeria sotto casa arrivando a considerarne del tutto dignitosi alcuni prodotti.

Fatto sta che ultimamente mi è capitato di avventurarmi alla scoperta di una nuova tendenza parigina: la pizza al taglio. Certo, di primo acchito, non ho potuto fare a meno di guardare con paternalistica tenerezza a questi giovani ristoratori francesi, così entusiasti per questa vecchia tradizione italica che per noi ha il sapore della merenda, dell’uscita da scuola, della gita in quinta elementare. Però alla fine mi sono ritrovata ad ammettere che alcuni hanno saputo fare le cose per bene. Vi segnalerò dunque un paio di novità nel panorama parigino della pizza al taglio.

 

image7bisAl Taglio

20, rue du Dragon

75006 Paris

Aperto tutti i giorni dalle 12 alle 15 e dalle 19 alle 23

Iniziatore di questa nuova vague, Olivier Papillon, ex giornalista e novello panettiere/pizzaiolo, ha aperto la sua prima pizzeria Al Taglio nel 2008 in un locale del 1° arrondissement, coronandone il successo due anni dopo con un secondo ristorante nel Marais. Negli ultimi mesi del 2014, ha deciso di espandere il concetto fino al quartiere di Saint-Germain-des-Prés, coadiuvato dall’entusiasmo di Antoine e Franck, i suoi nuovi associati. Tutti francesi, dunque, ma vi garantisco che il risultato non è per niente male. La pasta è fatta a partire da una farina importata da un piccolo paesino a metà strada tra Napoli e Roma e fatta lievitare per 72 ore, in modo tale da risultare leggera e croccante. Tutti gli ingredienti sono Made in Italy e la carta dei vini propone, tra gli altri, Chianti, Lambrusco e Prosecco. Chi non può rinunciare al sacro connubio pizza-birra troverà qui l’immancabile Peroni e gli irriducibili dell’aperitivo all’italiana potranno godersi il loro Aperol spritz. Se siete pronti a lasciarvi andare abbandonando ogni preconcetto, vi consiglio di assaggiare la pizza alla crema di tartufo. Une tuerie.

 

papelliPapelli

74, rue du Faubourg Saint-Denis

75010 Paris

Aperto dal lunedì al sabato dalle 10 alle 23

Ristorantino a conduzione familiare, Papelli sforna le pizze più grandi di Parigi: 60 centimetri di diametro ad un prezzo che, per lo standard della capitale, è del tutto ragionevole. Da dividere con gli amici o acquistare al trancio, sono fatte a partire dalla farina “Manitoba”, ideale per gli impasti a lunga lievitazione. Dal prosciutto di Parma allo speck, dal gorgonzola alla scamorza, anche qui vengono usate materie prime rigorosamente italiane, con un risultato finale del tutto soddisfacente. Non per niente, la mia preferita qui è stata la margherita, semplice e con ingredienti di qualità. Non ho assaggiato la focaccia e nemmeno i panzerotti, ma l’antipasto a base di cipollotti, peperoncini ripieni, salumi e mozzarella di bufala mi ha conquistata. Da provare!

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