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Un po’ Dalla, un po’ Margherita Buy… anche questo è il tour Paradiso

È finito tutto. Il tour, le fitte allo stomaco, il sudore. Mi trovo a Bruxelles. Finisco di suonare e mi getto in un pub che trasmette Genoa-Lazio. Ho la malinconia a palate. Sono solo. Tipo Love Actually mi trovo a sbronzarmi col manager che scatta la foto in una città completamente deserta.

Vi voglio veramente bene. Siete stati la mia terapia. Vi siete accollati tutte le mie ansie, i miei sermoni, le mie gag da Lino Banfi, i miei plagi, il sogno della mia vita: il piano bar.

Me ne vado in sonno profondo per un po’ di tempo.

« Love will tear us apart ».

Notte.

thegiornalisti

Con queste parole Tommaso Paradiso, leader dei TheGiornalisti, saluta i fans sulla pagina Facebook del gruppo dopo la fine del suo tour solista “Tour Paradiso”.

Dopo più di una trentina di date che hanno portato il cantante romano in giro per l’Italia, il tour fa tappa anche a Parigi lo scorso 5 Febbraio nell’enoteca Ciao Gnari, rifugio di tutti gli appassionati di musica indie e dei nostalgici della piadina romagnola doc.

Il tour propone in versione acustica alcuni brani dell’ultimo album « Fuori campo » del 2014 che ha portato la band al successo dopo il più sfortunato « Vecchio » del 2012 (che anche lo stesso Paradiso un po’ denigra) e l’album d’esordio Vol. 1 del 2011.

Osannati dalla critica e amati dal pubblico, i TheGiornalisti sono una bella scoperta del pop italiano grazie alle sonorità un po’ anni ottanta che ti fanno ballare, alle melodie da memorizzazione instantanea e ai testi ben scritti e orecchiabili di cui Paradiso è l’autore.

Nelle canzoni si respira l’influenza di grandi cantautori italiani come Dalla, Venditti e un po’ del vecchio Vasco. Si parla d’amore e società, con qualche nota nostalgica un po’ nazional popolare, che crea subito una grande empatia soprattutto con il pubblico dei nati negli anni ottanta. (Qualche ritornello è stato un perfetto status Facebook per molti di noi, me inclusa, ammettiamolo con gioia).

Attendo quindi con ansia l’inizio del concerto e, con mia grande sorpresa, quando Paradiso arriva sul palco sembra stanco e provato da questa vita almost famous e sembra volerci dire tristemente “a regà gna posso fà’”.  Nonostante i segni della stanchezza e la maglia sudata, rompe il ghiaccio con la romantica Per lei e con qualche battuta che grazie all’accento romano conquista il pubblico di fedelissimi(e).

Grazie ad aneddoti, una chitarra che non sembra suonare come dovrebbe e bicchieri di vino rosso, Paradiso crea un’atmosfera più da serata tra amici che da concerto, perdendosi a volte in flussi psico – intimistici che mi ricordano la mia tanto amata Margherita Buy.

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Tra una canzone e l’altra si parla di sogni, di sigle dei cartoni animati, di brits pop e ovviamente anche di calcio: argomento tanto caro al cantautore e con il quale è riuscito a conquistare uno stuolo di donne che cantano a squarciagola successi come Mare Balottetti e Proteggi questo tuo ragazzo. E dato che ormai siamo tutti amici, si parla anche di quella ragazza che non solo gli spezzò il cuore, ma anzi proprio non se lo filò di striscio, tanto da spingerlo a sfogare tutta la sua frustrazione nella bella Io non esisto (della serie anche i belli piangono o forse il suo problema è solo di essere un fan della Lazio).

Il concerto, dopo tante chiacchiere e una decina di canzoni, volge al termine. Dopo aver cantato insieme Fine dell’estate e Promiscuità, le due hit della band romana, non abbiamo il cuore di chiedergli il bis (una prima volta nella storia di tutti i concerti). Tommaso sembra troppo stanco e lascia pure la chitarra al pubblico, lui va a mangiare un boccone.

Poco male, è il momento di fumare una sigaretta con il cantante e di chiedergli maggiori dettagli su quella volta in cui, peccando di hybris, osò suonare una canzone di Venditti in presenza di quest’ultimo, il quale, da grande star, rimise senza troppa galanteria Tommaso al suo posto di astro nascente.

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