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Raggranellare qualche soldo a Parigi, ovvero l’arte di arrangiarsi

Siete partiti in Erasmus a Parigi con tante belle speranze rendendovi conto ben presto che con i 300 euro della borsa universitaria non riuscite a pagare nemmeno l’affitto della vostra chambre de bonne? Avete faticosamente trovato un primo impiego in città ma con i 1000 euro e fischia dello SMIC conducete una vita di stenti? Avete appena cominciato un master in Francia, lavorate il weekend, ma fate fatica a concedervi una cena fuori di tanto in tanto? Arrivati da poco in terra straniera, non avete ancora trovato un posto fisso? Ecco allora qualche astuzia per riuscire a guadagnare qualche soldo. Non sarà molto, ma quanto basta per offrirvi qualche piccolo sfizio in più.

Strano ma vero, pagati per una riunione

2EM

Sembra la solita arnaque e invece no, è tutto vero e garantito. 2EM, azienda che si occupa di consulenza per vari marchi, vi paga per partecipare a delle riunioni, dall’1 alle 4 ore, durante le quali la vostra unica preoccupazione è quella di dare un’opinione su una pubblicità, testare un nuovo prodotto oppure rispondere a qualche domanda.

Per partecipare, dovete iscrivervi compilando il formulario che trovate sul sito web di 2EM, e, in base al vostro profilo (età, professione…), sarete contattati per un’eventuale riunione. Sappiate che non siete vincolati da alcun obbligo: se l’orario che vi propongono non vi è congeniale oppure non vi interessa l’argomento, potete decidere di declinare.

Il compenso va dai 15 ai 20 € l’ora, per una media che si aggira intorno ai 50 € a riunione.

Airbnb: una casa, un hotel

airbnb-logo

Conosciuto ormai in tutto il mondo, il concetto di Airbnb, sito internet che serve a mettere in contatto viaggiatori alla ricerca di un appartamento per periodi limitati con chi ne affitta uno, è sfruttabile in maniera particolarmente redditizia in una città come Parigi, che ogni anno accoglie orde di turisti come se non ci fosse un domani. L’idea è vincente perché entrambe le parti hanno da guadagnarci: il “cliente” perché avrà la praticità di un vero appartamento, cucina inclusa, a un prezzo più basso rispetto a una camera di hotel, e l’hôte perché, dovendo partire per periodi più o meno lunghi oppure avendo la possibilità di dormire altrove per un po’, noleggia casa sua ad una somma proporzionalmente più alta rispetto a quella di un normale affitto mensile. Resta in piedi il dibattito sulla “sleale” concorrenza agli hotel e via discorrendo, ma in questa sede ce ne asterremo.

Un ristorante in salotto

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Se un appartamento può diventare un hotel, allora una sala da pranzo può trasformarsi in un ristorante. A mezzogiorno, la sera o soltanto il weekend, se la cucina per voi è un’arte, dalla nonna avete imparato il segreto di un’autentica lasagna e dalla mamma quello degli gnocchi di zucca, oppure avete il gusto della sperimentazione con influenze esotiche raccolte ai quattro angoli del globo, se avete nel sangue lo spirito dell’ospite perfetto, allora potreste cominciare a pensare di mettere il vostro savoir-faire a disposizione di sconosciuti commensali, guadagnando!

Usanza presa in prestito dai paesi anglosassoni, il concetto del ristorante a casa propria da qualche tempo sta prendendo piede anche in Francia. In generale, sia chi propone una cena, sia chi ne cerca una, si affida ad alcuni siti internet che hanno come scopo quello di mettere in contatto le due parti. Con un menù fisso oppure che cambia in base all’estro del momento, allo stesso modo in cui l’affittuario su Airbnb descrive le caratteristiche del proprio appartamento, anche il cuoco improvvisato propone una location e un menù, che gli eventuali “clienti” possono scegliere tra una serie di annunci. I futuri commensali prenotano e pagano in anticipo, ma la somma stabilita viene in genere incassata dall’ospite soltanto alla fine del pasto.

Ecco alcuni dei siti più interessanti:

www.voulezvousdiner.com

www.cookening.com

viensmangeralamaison.fr

www.livemyfood.eu

J’ai envie, j’ai pas envie

j'ai pas envie 2

C’è chi ha voglia e chi no, chi ha tempo da vendere e chi ha i minuti contati, chi è negato e chi invece ha un’arte naturale… per fare una serie molto varia e curiosa di attività, tipo tagliare l’erba in giardino o dare da mangiare al gatto, montare i mobili dell’Ikea oppure motivarsi per andare a correre. J’ai pas envie si propone dunque di creare un collegamento tra domanda e offerta, chi chiede un servizio e chi è disposto ad occuparsene dietro pagamento di una somma in denaro.Allora, se ci sballate a montare mensole o a lavare la macchina, se avete a disposizione un furgone o sapete rammendare un vestito, andate a spulciare tra le offerte, divise per categorie, del motore di ricerca sul sito e proponetevi per una missione. Sarete pagati una volta portata a termine.

Il grande classico: lezioni di italiano

librairies italiennes Paris

Sarà l’ancestrale simpatia che il connazionale suscita generalmente in giro per il mondo, la bellezza delle spiagge d’oltralpe che ne fanno una delle mete turistiche più amate dai parigini, lo charme del nostro accento imperfetto oppure ancora i classici della nostra letteratura, fatto sta che il francese soccombe molto spesso al fascino della nostra lingua e, in barba a qualsivoglia logica dettata da motivi di ordine economico e/o da eventuali possibilità lavorative nel Belpaese, alle volte sogna di parlarla. “L’italien, c’est chantant”, ci è capitato mille volte di sentire.

Allora una buona idea potrebbe essere quella di dare lezioni di italiano. Armatevi di un manuale per l’insegnamento della lingua agli stranieri (nelle varie librerie italiane a Parigi ne potrete trovare un’ampia scelta), cominciate a mettere i vostri annunci in linea, all’università o dove vi pare, e cominciate!

A titolo indicativo, la tariffa oraria va dai 15 ai 30 € all’ora in base all’esperienza.

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2 Comments on Raggranellare qualche soldo a Parigi, ovvero l’arte di arrangiarsi

  1. Buonasera. Qualcuno ha mai partecipato realmente alle riunioni di 2EM? Potete assicurarmi la serietà e la reale remunerazione in euro. Ho letto sul sito che possono pagare in buoni. Nell’email parlavano di 50 euro però. Grazie per le informazioni che ci fornite! siete grandi 😉

    • Ciao Manuela,
      Scusa il ritardo! Io c’ho provato qualche volta, ma ogni volta che sono stata chiamata alla fine gli orari non combaciavano mai e non ho ancora mai partecipato.
      A me ne aveva parlato un’amica che invece era andata a qualche riunione, però non ricordo questo dettaglio del pagamento. Provo a informarmi!
      E grazie a te! 🙂

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