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Rive gauche o Rive droite? Tour semiserio dei quartieri parigini

NOTA: Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autrice, notoriamente snob e intellettualoide di sinistra. Nessun abitante del XV è stato maltrattato per scrivere questo pezzo.

Abbiamo parlato tanto di case e appartamenti, ma resta un’ultima domanda che chi abita a Parigi da un po’ si è fatto mille volte (dandosi, forse, mille risposte diverse), e chi è appena arrivato, forse, dovrebbe farsi: dove voglio abitare?

Parigi è come un mosaico di mille quartieri diversi. Andate a Pasteur. Prendete la metropolitana e restate sulla 6 fino a Daumesnil: vi sembra la stessa città? Provate a fare una passeggiata nel Marais, dopodiché salite a nord fino a Belleville… Potremmo continuare il gioco all’infinito, ma il concetto è chiaro. Parigi ha mille volti e scegliere l’arrondissement giusto è investire sulla propria soddisfazione a lungo termine! Ecco perché, per aiutarvi in questa difficile scelta, vi accompagnerò in un tour degli arrondissements, dal I al XX!

I quartieri di Parigi

Dicono i parigini che è difficile trovare qualcuno che viva negli arrondissements ad una sola cifra. Centro storico della città sono, ovviamente, anche i più costosi. Nucleo turistico di Parigi, il primo arrondissement è disertato dai parigini, eccezion fatta per lo snodo cruciale de Les Halles. Così come il secondo (dove si trovano Bourse e la sede storica della BNF ) ospita i più importanti monumenti parigini ma… Molti pochi appartamenti abbordabili!

Il terzo e il quarto arrondissements corrispondono al Marais. Quartiere ebraico e gay (sì, a Parigi i licei degli ebrei ortodossi sono sullo stesso marciapiede dei bar gay), è noto per le sue boutiques alla moda e i suoi locali branchés. In altri termini: gli affitti sono cari, potete forse trovarci un simpatico studio, ma non fa per voi se cercate un quartiere rilassato in cui uscire in ciabatte e pantaloni corti.

Il quinto e il sesto arrondissements sono probabilmente i più iconografici della vecchia Parigi in cui ogni studente di lettere vorrebbe vivere: il Quartiere Latino e Saint-Germain-des-Prés. Ma non illudetevi: il quartiere latino è un crogiuolo di ristoranti turistici e al Flore non troverete più Sartre e Juliette Gréco, soltanto qualche incipriata esponente di quell’alta società parigina tristemente nota col nome di gauche caviar (sinistra caviale). Restano zone vivibili spostandosi verso Jussieu e allontanandosi dalla Senna: se trovate un alloggio carino e non vi disturbano le orde di turisti e la mancanza di un supermercato degno di tal nome nell’arco di diversi chilometri, accomodatevi!

Il settimo e l’ottavo arrondissements sono quelli della “borghesia più borghese”. Sono l’ideale se volete delle buone scuole per i vostri figli (in Francia fino alle medie si frequentano le scuole del proprio distretto scolastico di appartenenza, il che spinge i genitori a scegliere la propria residenza anche in base alle scuole disponibili), o se volete vicini altolocati. Si tratta di quartieri residenziali molto tranquilli ma, a meno che non siate professionisti molto ben pagati o nobili, probabilmente non potrete permettervi più che una chambre de bonne. E non pensate di andare a bere una birra al bar dell’angolo: potrebbero chiedervi 9 euro per una pinta!

Il nono arrondissement è un gioiellino di haussmaniana fattura, diviso tra i suoi pulsanti Grands Boulevars e la struggente bellezza della Nouvelle Athènes, intorno a Place Saint-Georges. Qui hanno sede i più importanti teatri storici della capitale, uno fra tutti il REX. Esiste la possibilità che troviate un bell’appartamento da dividere con i coinquilini, ma non immaginatevi di risparmiare. Il quartiere è piuttosto costoso, ma offre anche qualche sorpresa quando s’impara a conoscerlo.

Canal St MartinIl decimo e l’undicesimo arrondissements sono i quartieri dove vorreste abitare se siete, nell’ordine: parigini, giovani e alla moda. E probabilmente anche se non lo siete. Ve la faccio semplice: il decimo si divide idealmente in una parte più popolare (Strasbourg-Saint Denis, Château d’Eau…) e una parte più costosa e borghese (Cadet…). È il “nuovo” (nuovo da un po’, va ammesso) quartiere tendenza e chiunque vorrebbe vivere vicino al Canale Saint-Martin; purtroppo ci riescono quasi sempre i bobos, per cui la zona è invasa da espadrillas e biciclette col cambio fisso. Se andate matti per la barba di 4 giorni, i tessuti naturali e i negozi biologici è il vostro paradiso. L’undicesimo è l’arrondissement con la più alta concentrazione di bar della Capitale. Oberkampf, Goncourt, Parmentier… Non è possibile che non ci siate andati a bere un cocktail neppure una volta! Un po’ meno costoso del decimo, la sua popolazione è un po’ meno fricchettona, gli affitti leggermente più bassi. Ma non fa per voi se non volete vita notturna vicino a casa. O se state cercando di smettere di bere.

Il dodicesimo e il tredicesimo arrondissements sono un buon compromesso tra un quartiere residenziale e una zona piuttosto vivace: il primo si sviluppa intorno a Gare de Lyon, è il quartiere della piccola borghesia che lavora, gli appartamenti sono un po’ meno microscopici che nei quartieri più “vecchi”. Ultimamente alcune novità urbanistiche gli hanno portato un vento di novità che certo non gli ha fatto male. Il tredicesimo, tra Tolbiac e Place d’Italie per esteso, è un quartiere da riscoprire. Economico, ospita la Chinatown di Parigi nonché la BNF ed è molto meno sonnolento di quello che appare. Ancora più che nel XIIesimo: appartamenti di misure decenti e prezzi (quasi) onesti.

Il quattordicesimo e il quindicesimo sono, a parere di chi scrive, quartieri senza grandi attrattive eccetto per: una relativa tranquillità, un po’ di verde, e un certo charme un po’ polveroso ma che può piacere. Il quindicesimo è l’arrondissement più vasto e popoloso: famiglie, famiglie, famiglie. Ci troverete dei buoni appartamenti, grandi, non troppo vecchi, ottimi per “collocazioni” più o meno numerose. Ah, prima che dimentichi: Montparnasse non ha più niente del fascino degli “anni folli”, ma ci potete trovare diverse creperies bretoni!

Il sedicesimo arrondissement è il quartier generale dell’alta borghesia e dell’aristocrazia parigina. Sembra di stare negli Aristogatti, i ricchi vi hanno appartamenti immensi, gli altri chambres de bonnes al settimo piano senza ascensore. Talvolta avrete una vista imperdibile sulla Tour Eiffel, ma rari sono coloro che potranno permettersi più di 15 m2 in questo quartiere. Che, detto tra noi, è scomodo per uscire e non offre granché! (fidatevi, vita vissuta!)

Il diciassettesimo assomiglia a un sedicesimo sottotono, non fosse per il quartiere di Batignolles (antico quartiere operaio, ormai zona da famiglie). Piccole botteghe, zone tranquille… Passeggiandoci si ha un po’ l’impressione di vivere nella Parigi che fu… Con tutti i suoi pregi e i suoi difetti. Non è difficile trovarvi un appartamento in collocazione, generalmente si tratterà di appartamenti un po’ datati, senza doppi vetri e con gli impianti un po’ vecchiotti, ma ricchi di fascino.

Il diciottesimo arrondissement è al suo interno un vero e proprio mosaico. Vi troviamo Montmartre; dove tutti sognano di venire a vivere prima di vedere come è davvero (un viavai di turisti e un pullulare di negozietti di souvenirs). Non vi fate ingannare dal film su Amélie Poulain: Abbesses, Anvers, Blanche non sono un regno di fate, purtroppo, ma di turismo del più becero. Molto più vivibile la zona sopra (Lamarck, Jules Joffrin…): belle case, un ambiente piuttosto rilassato, quasi da villaggio e qualche bar simpatico e non eccessivamente costoso. Infine sempre nel diciottesimo troviamo una delle zone più malfamate di Parigi Intra-Muros: la Goutte d’Or, dalle parti di Château Rouge e Barbès.

Parc-de-la-VilletteIl diciannovesimo e il ventesimo sono gli ultimi due arrondissements che chiudono la chiocciola, ed entrambi sono ancora piuttosto economici. Il diciannovesimo comprende il polo della Villette, una di quelle cose che fa scoprire agli italiani il senso che parole come “riqualificazione” dovrebbero avere. Il ventesimo è l’arrondissement di Belleville e di Menilmontant, quartieri popolari e multietnici nel senso più positivo del termine. Ci si possono (ancora per poco) trovare appartamenti relativamente grandi e negozi in prossimità. Ovviamente i bobos sono arrivati fino a qui, il che significa che probabilmente tra dieci anni, non ci sarà più un magrebino. Forse se noi italiani iniziamo a colonizzarlo possiamo ancora salvarlo dalla gentrification! (O no?)

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2 Comments on Rive gauche o Rive droite? Tour semiserio dei quartieri parigini

  1. Helice di sapere che vivo nel nulla ahahh
    almeno non ci sono touristes et chinois!!

  2. eh ma sei ancora lì? precisa descrizione, io amo il 13 e in particolare la zona di croulebarbe. tranquilla, normale, senza menate, prezzi decenti. però in generale parigi mi fa sbroccare, è troppo bello girarla per i fatti propri. dove abiterei se fossi ricco? nella zona poco a sud di rue de bac. ho visto certe case che mi fanno stare male: solo che la domenica mattina c’era la coda da davanti all’unica panetteria… che assurdo.

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