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Squat e autogestione, la Parigi alternativa

“Ma a Parigi dove stanno i fricchettoni?”, mi chiedevo, sconsolata, qualche anno fa, durante il tragitto che mi conduceva al lavoro, nel profondo 15° arrondissement. Ero arrivata da poco in città e, per quanto mi era possibile constatare dalla fauna che popolava la linea 8 verso le 9 del mattino, nella capitale francese il mio maglione di lana sformato e i miei vecchi jeans leggermente troppo larghi erano uno stile decisamente fuori luogo. Tacchi, trucco, tailleur, ventiquattrore, la metro mi sembrava una sfilata di moda.

Per fortuna, un po’ alla volta ho scoperto che Parigi era anche altro: esistevano i bar sudici, gli squat, i locali alternativi. Però scovarli ha richiesto un po’ di tempo.

Ecco allora alcuni indirizzi della Parigi (et environs) alternativa e militante, una lista che avrei voluto leggere allora e che forse oggi interesserà a qualche nuovo arrivato.

La Nouvelle Rôtisserie

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Nel quartiere di Sainte-Marthe, la Nouvelle Rôtisserie ha riaperto le sue porte da qualche mese, con lo stesso spirito del progetto che l’aveva preceduta: si tratta di un ristorante partecipativo, la cui cucina è data in gestione a diverse associazioni che si passano il testimone nell’offrire dei pasti a offerta libera oppure a prezzi molto bassi. Il ricavato è interamente destinato, oltre che a coprire i costi di funzionamento del posto, a progetti a scopo non lucrativo. Consigliamo vivamente l’appuntamento del mercoledì a pranzo, affidato alle cure dell’associazione Altrimenti, che, fedele al proprio obiettivo di sensibilizzazione contro lo spreco alimentare, riesce a proporre ogni settimana un menù sfiziosissimo con prodotti di recupero e 100% anti-déchets.

La Parole errante

Ospite alla Maison de l’arbre, a Montreuil, dal 2008, la Parole errante è ereditaria del lavoro e delle idee di di un collettivo attivo da più di 35 anni. Composto da un poeta, Armand Gatti, da un produttore, Jean-Jacques Hocquard, e dai registi Hélène Chatelain e Stéphane Gatti, ha fatto della ricerca artistica e militante la colonna vertebrale della propria storia. Con l’obiettivo di sostenere una produzione che mettesse insieme scrittura, teatro, cinema, video e pittura, il loro Centre national de création, pur sostenuto dalle istituzioni, è riuscito per decenni a rimanere fedele a se stesso. La Parole errante ospita una libreria e le Pépinières européennes pour jeunes artistes, e organizza regolarmente spettacoli, mostre, concerti, oppure presta i propri spazi ad associazioni e collettivi. Spesso l’entrata è a offerta libera oppure a prezzi popolari.

La Petite Maison

la-petite-maisonOltre la serranda, affacciata su una via dell’11° arrondissement a pochi passi da Charonne, la Petite Maison occupa dal 2014 un luogo incredibile: una corte allestita con divani, tavolini e mobili di recupero, un paio di grandi sale interne e uno scantinato perfetto per i concerti. Libera e autogestita, la Petite Maison è aperta a chiunque abbia bisogno di un posto in cui organizzare un festival (come Magari, di cui vi avevamo già parlato), una serata o una proiezione, provare col proprio gruppo, imparare il francese, o addirittura fare la lavatrice.

Le Rémouleur

A Bagnolet, Le Rémouleur è “uno spazio autogestito di lotta e critica sociale”. Sempre aperto il mercoledì dalle 16:30 alle 19:30 e il sabato dalle 14 alle 18, con accesso libero alla biblioteca e agli archivi, organizza regolarmente conferenze, proiezioni, dibattiti. Un luogo di informazione e di scambio militante e antiautoritario.

Le Stendhal

le-stendhalDal 12° arrondissement, il collettivo Le Stendhal ha recentemente migrato verso il Marais, dove si è installato nei locali di una vecchia fabbrica di cappelli. La programmazione rodata dello squat e i suoi appuntamenti settimanali hanno da allora subito qualche scossa di assestamento, ma in qualche settimana moltissime attività hanno già ripreso a pieno ritmo e restano gratuite o a prezzo libero: l’atelier di bricolage e di riparazione di biciclette, i corsi di teatro, la boutique, la sala prove e la giornata Portes Ouvertes la domenica pomeriggio. Da poco è stata anche creata un’AMAP.

Attiéké

Installato da tre anni in un immobile al 31 di boulevard Marcel Sembat a Saint-Denis, lo squat Attiéké è “un luogo di abitazione e di solidarietà diretta, di vita quotidiana e di organizzazione politica”. Casa per una quarantina di persone, rischia lo sgombero durante le prossime settimane. Eppure per anni ha contribuito alla vita del quartiere con atelier di riparazione di biciclette, un servizio di scrittura e corsi di francese, oltre che concerti e serate. Sperando non sia l’ultima volta, l’Attiéké festeggia il suo terzo compleanno proprio questo sabato 26 novembre, con una giornata di attività, musica e spettacoli.

Grobat

“Spazio culturale e solidale totalmente autogestito e pluridisciplinare”, Grobat si è riappropirato degli spazi in disuso di quello che un tempo fu un ufficio di collocamento. Il programma settimanale delle attività è ricchissimo e sempre gratuito o a prezzo libero: cineforum e proiezioni, corsi di yoga e di stretching, una sala dedicata ai videogiochi, una sala prove, uno studio fotografico e un sacco di serate e concerti.

La Cantine des Pyrénées

“Se i pasti sono economici e le attività gratuite è perché vogliamo lottare contro questo mondo mercantile in cui tutto si compra e tutto si vende”, questo il manifesto della Cantine des Pyrénées che, a lungo, ha occupato un immobile abbandonato al 331 della rue des Pyrénées. La sua mensa solidale, i corsi di francese e le permanenze di sostegno ai rifugiati hanno vagato per qualche mese senza fissa dimora, a causa di un’espulsione, ma hanno da poco ritrovato uno spazio al 77, rue de la Mare. Torna dunque l’appuntamento di mezzogiorno: pranzo alla Cantine dalle 12 alle 14 dal lunedì al venerdì.

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