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Leggere Marzouki in italiano

Finalmente è uscito anche in Italiano, per i tipi della Csa Editrice, quello che in Francia è stato un successo editoriale dalla sua uscita, nel 2001: Cellule 10, di Ahmed Marzouki.

Marocco, 1973: le porte della colonia penale di Tazmamart si chiudono dietro ad Ahmed Marzouki e ad altri cinquantasette militari implicati in due tentativi di colpo di stato contro il re Hassan II. In ventotto sopravviveranno per poter tornare a vedere la luce del sole nel 1991. Ahmed Marzouki è uno di loro.

Si tratta di una decisione deliberata del re Hassan II: giustiziati i principali responsabili dei tentati golpe, la giustizia marocchina condanna i militari coinvolti passivamente a pene dai tre ai cinque anni di reclusione, in ragione della loro sostanziale estraneità all’azione vera e propria. Non abbastanza per il monarca, non abbastanza per il regime che in quegli anni sta rivelando il suo volto più autoritario. I prigionieri, che già stavano scontando la propria pena, devono essere trasferiti a Tazmamart, da dove non dovranno uscire mai più.

Tazmamart cellula 10, è la cronaca dettagliata e straziante di quei diciotto anni passati chiuso in una cellula di sette metri quadri, senza finestre, da solo, con gli insetti e le pulci come unica compagnia. Le sevizie; il buio, rotto soltanto da diciassette fessure d’areazione nel muro in cemento; le grida dei compagni di prigionia che, nelle loro celle, scivolano nella disperazone e nella follia. Impossibile evadere: se anche esistesse un modo per uscire dalla cellula, Tazmamart è sepolta in mezzo al deserto, a decine di chilometri dal centro abitato più vicino.

E nascosta agli occhi di tutti, perché Tazmamart, ufficialmente, non esiste. Negli anni ’80 la stampa internazionale inizia a chiedere chiarimenti in merito alle autorità marocchine, ma la risposta è sempre la stessa: illazioni, menzogne. Tazmamart non esiste.

Quando nel 1991, anche grazie alla pressione esercitata dalle associazioni di difesa dei diritti dell’uomo, Hassan II ordina di chiudere la prigione di Tazmamart, quelli che sono sopravvissuti non assomigliano in niente agli uomini che vi erano entrati quasi due decenni prima. Marzouki, che – come sopravvissuto – sente il bisogno di far sapere cosa succedeva a Tazmamart , è già pronto nel 1995 a rendere pubbliche le proprie memorie. Viene però nuovamente arrestato, e sottoposto a 36 ore di interrogatorio: l’intimidazione fa parte degli strumenti del regime anche fuori dalla prigione. Sarà soltanto nel 2001 che Tazmamart cella 10 verrà pubblicato in francese, diventando in poche settimane un caso editoriale in Marocco e un best seller in Francia. In Italia, però, la vicenda rimane sconosciuta.

Leggerlo oggi significa alzare il velo che copre uno dei periodi più controversi della storia recente del Marocco, ma anche immergersi nelle profondità della sofferenza umana, che trascende la vicenda storica e i limiti geografici. Leggerlo oggi significa soprattuto fare i conti con la barbarie e il terrore che si manifestano ogni volta che i diritti dell’uomo vengono dimenticati.

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