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Top 5 dei migliori hamburger secondo Theburgerater

Dall’alto della nostra sopraffina cultura culinaria, noi italiani siamo in grado di sfoderare il più oscurantista dei campanilismi quando si tratta di difendere la sacra pasta dagli attacchi omicidi di francesi armati di ketchup o la ricetta originaria della pizza da pericolosissime incursioni nemiche sotto forma di ananas o nutella, per citare i casi più efferati. Eppure non possiamo negare che certe specialità riescono meglio ad altri e, durante le ferventi querelle gastronomiche in cui amiamo tanto intrattenerci, ci sono momenti in cui siamo costretti ad alzare bandiera bianca: per esempio, quando si parla di hamburger.

Eppure è già da qualche anno che nella capitale francese impazza la moda per la buona vecchia svizzera riveduta e corretta in chiave newyorchese e il fatto che noi di Parigi Grossomodo non ci siamo ancora lanciate in un articolo sull’argomento è segno di una lamentabile lacuna. Volendo rimediare pur nell’ammettere la nostra ignoranza, abbiamo pensato di  chiedere aiuto ai nostri amici di Theburgerater, che vantano una consumazione pro capite annuale di hamburger superiore a quella di tutto l’11° arrondissement messo insieme. Da almeno un paio d’anni, puntualissimi, una volta ogni due settimane si danno appuntamento in un ristorante per testare personalmente un nuovo hamburger e recensirlo con perizia e abbondanza di dettagli sul loro sito. Sapevamo dunque di andare sul sicuro quando abbiamo chiesto loro di aiutarci a stilare la classifica dei 5 migliori hamburger di Parigi. Eccoli qui.

 

  1. Le Bistrot Family

bistrot familyIn un’atmosfera conviviale e una déco che strizza l’occhio a New York e alla street photography, ad accogliervi in sala è Arthur, la cui maestria è figlia di quattro anni alle dipendenze di Pierre Gagnaire da Sketch a Londra. Vi sarà servito un hamburger bello consistente fatto esclusivamente con prodotti di qualità e accompagnato da una copiosa porzione di patatine fritte da condividere tra commensali. “On a même mangé la salade, tellement la vinaigrette était bonne”, dicono gli amici di The Burgerater e noi sappiamo quanto poco interesse nutrano per la lattuga…

Appuntamento il weekend e il mercoledì a pranzo per gli hamburger pensati apposta per i bambini e ben presto in arrivo il pane colorato!

Nel poco rassicurante panorama culinario del turistico 6° arrondissement, il Bistrot Family è una sicurezza. Un quinto posto per loro.

 

  1. Atelier Saint-Georges

saintGeorgeDecisamente più discreto rispetto ad altri ristoranti osannati dalla stampa lifestyle, l’Atelier Saint-Georges ha da invidiare molto poco ai suoi concorrenti e i suoi hamburger sono tra i migliori della città. Nel quartiere branché di SoPi (per chi ignorasse come me fino a cinque minuti fa il senso di questo nuovo neologismo parigino, SoPi sta per South Pigalle, la zona a sud del boulevard Rochechouart), i clienti sono accolti in un’atmosfera minimalista, industrial e molto chic, in una parola bobo. Un piccolo tocco di stile anche sul pane dove troverete marcato il logo del ristorante. All’interno, un hamburger di carne non tritata ma tagliata finemente col coltello, dettaglio per nulla sgradevole.

Tutti gli hambuger si chiamano Monsieur quelque chose, ma il più buono di tutti è il Monsieur tout court: un cheese burger fatto con tome basque al posto del solito cheddar e aggiunta di pancetta grigliata. Una delizia, parola di Theburgerater.

 

  1. Le Burger Fermier des Enfants Rouges

le burger fermier des enfants rougesEbbene sì, il terzo miglior hamburger di Parigi, l’ultimo sul podio di questa classifica, costa soltanto 10 euro, patatine comprese. Certo, l’atmosfera è quella di uno stand al Marché des Enfants Rouges e ci si accomoda al bancone, ma i tutti i prodotti vengono dalla vicina Picardie, il pane è fatto in casa e il risultato finale eccellente. Gli eterni indecisi non avranno modo di attardarsi più di tanto visto che il menù è uguale per tutti. Soltanto tre sono le scelte da fare: la cottura, l’aggiunta di bacon (con 1 euro supplementare) e il tipo di formaggio. Per il resto gli ingredienti sono quelli del classico cheese burger: panino, carne, insalata, cetriolini e cipolle al burro. Il Burger Kids per i bambini è a 8 euro.

 

  1. Paris New York

paris new yorkCon all’attivo due ristoranti e un terzo che aprirà prossimamente in rue de Picardie, Paris New York è uno dei pionieri di questa hamburger mania che da qualche anno sta spopolando a Parigi. Uno dei suoi segreti risiede nella scelta della carne. La giovane coppia di amici che gestisce il marchio si affida per questo a un geniale soggetto, tale David Akpamagbo, in arte Le Ponclete, che nella vita fa l’ingrassatore freelance e procura soltanto carni d’eccezione.

Punto di riferimento nell’universo della Parigi giovane e branchée, a Paris New York piace giocare con questa sua immagine così alla moda e accetta volentieri partenariati con marchi o siti e sforna periodicamente hamburger a edizione limitata. Roba da far andare in brodo di giuggiole i concittadini modaioli. In questo momento l’hamburger consigliato dagli amici di The Burgerater è “The Return of the Cowboy”, un bacon cheese burger con aggiunta di una mega rondella di cipolla, ma il menù viene aggiornato continuamente. L’ultimo arrivato è il ВОСКРЕСЕНИЕ, con il rösti, una galletta di patate.

 

  1. Big Fernand

big fernandIncontestato numero uno di questa classifica, Big Fernand è stato tra i primissimi a dare il via a questa nouvelle vague dell’hambuger alla francese; non per niente qui si parla di hamburgé, tanto per dare un tocco francofono anche alla pronuncia. Il concetto è molto più simile a quello di un fast-food che a quello di un vero ristorante, si fa la coda, si ordina e in 40 secondi (di cronometro) si è serviti. L’unica differenza è la qualità. Patatine fritte e bevande fatte in casa, carni esclusivamente francesi e pane “locale” per un ottimo rapporto qualità prezzo. The Burgerater segnala il Bartolomé (con formaggio da raclette, pancetta affumicata, oignon confit, erba cipollina e due salse della casa) e il Victor, con carne di vitello. Strizzatina d’occhio ai non carnivori, nel Végétarien un fungo fa le veci dell’hamburger, non sarà proprio la stessa cosa, ma ci sta.

La formula ha avuto talmente successo che Big Fernand è diventato un gruppo con vari ristoranti in Francia e presto uno anche a Londra. Unica pecca: impossibile fermarsi a chiacchierare con gli amici alla fine del pasto. Fuori c’è la gente che aspetta!

Merci aux amis de Theburgerater, pour les précieuses infos et les photos. On vous aime bien, même si vous nous traitez de food fascists. 😉

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