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Top 5 dei panini d’ailleurs a Parigi

Jambon-beurre, rosette-cornichon, thon-crudités… Quante volte la pausa pranzo si trasforma in una parata di panini ben simili tra loro davanti ai quali vi sentite un po’ come l’asino di Buridano?

Ecco, non vi stiamo parlando di questi panini, bensì di quelle esperienze mistiche che valgono un viaggio in metropolitana dall’altra parte della città e che alla fine ti lasciano sazio, soddisfatto e anche triste che sia già finito. L’ideale per iniziare una serata o per finirla, oltre che per riempire il classico buco allo stomaco delle undici del mattino o delle quattro del pomeriggio, capace di inghiottire teglie di pasta al forno ed altre quisquilie simili. E visto che di jambon-beurre ne avete forse un po’ piene la balle e che ad ogni modo la finocchiona a Parigi non si trova, tanto vale giocare la carta dell’esotismo.

Urfa Dürüm

In questa bottega piccina picciò potete degustare i deliziosi panini curdi. La carne (agnello, pollo o  manzo, oltre all’opzione vegetariana e al fegato, per gli amanti del genere) ha proprio quel gusto di grigliato buono, e la pita è croccante, cotta nel forno proprio davanti all’entrata. Le bon plan: per due euro e mezzo potete gustare un bel lahmacun, una sorta di schiacciatina curda farcita.

58, rue du Faubourg-Saint-Denis, Parigi X

L’as du falafel

Questo lo conosciamo tutti, nondimeno resta LA soluzione per le volte in cui vi trovate a dover mangiare nel Marais. Soprattutto se avete fame e sapete gestire l’esuberanza del falafel e delle varie salse annesse senza che il vostro cappotto ne debba pagare le conseguenze. Se la coda davanti all’ingresso vi fa paura nessun problema: in realtà Mi Va Mi, proprio davanti, concorrente storico dell’asso è buono uguale (e aperto il sabato, anche se il sabato non vi serviranno le birre israeliane, ma solo quelle di importazione – aneddoto che mi sembrava simpatico raccontare ndr-).

34 Rue des Rosiers, Parigi IV

 

El Nopal

Sta proprio accanto al Canal Saint Martin, è minuscolo e fa dei burritos buonissimi, oltre a tacos e un paio di altre specialità. Unico problema: non appena arriva la bella stagione mezza Parigi si riversa sul canale a bere le birre e cazzeggiare, e una buona parte viene a incodarsi davanti alla porticina del Nopal. Tra l’altro il servizio non è velocissimo, per cui preparatevi ad aspettare un po’. E non pensate di venirvi a placare la vostra fame chimica di fine serata perché chiude alle dieci (le undici venerdì e sabato).

3 rue Eugène Varlin, Parigi X

 

Thieng Heng

Allora, a me quest’idea dei sandwich vietnamiti non è che mi sconfinferasse più di tanto, per cui la prima volta in cui mi ci hanno portato io non ho voluto prendere nulla. La seconda volta, però, più dell’onor poté il digiuno, e tentai un sandwich porc laqué e non solo mi è costato due spicci (3 €50), ma era pure buono! Poi ho scoperto che per gli amici che avevano studiato a Paris VII era l’istituzione del quartiere. Poi ho scoperto che lo è ancora quando all’ora di pranzo in settimana ho visto la coda di studenti in attesa. Più conveniente di così si muore.

50 Avenue d’Ivry, Parigi XIII

 

Daily Syrien

Per me, in assoluto, il miglior panino di Parigi. Di Francia. Azzarderei ancora di più se non mi tornassero in mente gli splendidi panini del Vinaino a Firenze. Bref, qui tutto è buono. Il falafel rivaleggia con i due compagni delle righe precedenti (e vince?), il mutabbal e le dolmas (involtini di foglie di vite) sono veramente da lacrime agli occhi. Se però volete ripartire con un solo prodotto (sicuri sicuri?) non dubitate neppure un attimo e optate per il chawarma boeuf mariné. Non vi dico nient’altro, se non: mi ringrazierete.

55 rue du Faubourg-Saint-Denis, Parigi X

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