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Un gatto a Parigi

A mo’ di introduzione

rue_du_chat_qui_peche Se, nonostante le orde di turisti stranieri, vi è capitato di andarvene a zonzo per le viuzze del Quartiere Latino forse vi è saltata all’occhio una via – ma che dico? un vicolino – dal nome piuttosto insolito: la Rue du Chat-qui-Pêche. Questa via, aperta nel XVI secolo fu prima chiamata Rue des Étuves, poi Rue du Renard, prima di prendere il suo nome attuale, probabilmente dal nome di una taverna lì situata. La leggenda legata al nome, però, è ancora più antica e risale fino al Medioevo. A quanto pare tra i vicoli del quartiere abitava un vecchio canonico con il suo gatto nero, che, da bravo gatto selvatico la sera andava sulla riva della Senna per fare incetta di pesci (che all’epoca dovevano essere molto più numerosi e molto meno radioattivi di oggi).

Siccome all’epoca passare per stregoni era più facile che dire un Ave Maria non ci volle molto ai vicini a mettere in giro il gossip che il canonico non solo faceva i suoi esperimenti di alchimia, ma anche che il suo gatto altro non era che un’emanazione di Lucifero in persona. E poi, visto che la calunnia è un venticello etc. etc., in capo a qualche tempo venne fuori che il canonico e il gatto erano, in realtà la stessa persona (Lucifero, giustappunto), perché non si riusciva mai a vederli assieme.

rue_chat_qui_peche(E adesso arriva la parte oscura della leggenda) Una sera tre studenti decisero di stordire il (povero) gatto e gettarlo nella Senna. Forse volevano vederci chiaro nella faccenda, o forse eran tre bulletti che si credevano troppo grandi per tagliare la coda alle lucertole, e in fin dei conti nel Medio Evo non è che ci fossero tutti ‘sti passatempi per i giovanotti. Fatto sta che il giorno dopo del canonico nessuna traccia. Ohibò, che fosse davvero tutt’uno col suo gatto? Nel dubbio i tre pirla furono accusati di stregoneria e appesi per il collo (chè anche la giustizia all’epoca non è che andasse tanto per il sottile). Passa un giorno ne passa un altro, arriva la domenica mattina, e il canonico si presenta, fresco come una rosa, a servire la messa a Saint-Séverin (un gioiellino di architettura gotica, per chi fosse interessato), di ritorno da un viaggio. E il povero gatto? Si racconta che dalla sera stessa lo si potette vedere sulla riva della senna a pescare i suoi pesciotti come d’abitudine…

Magari non abitate nel quinto arrondissement (almeno, io ve lo auguro), e non avete un particolare interesse per l’alchimia. Se però anche voi (come la sottoscritta), state prendendo seriamente in considerazione l’idea di adottare un micio… Ecco dove farlo!

Un gatto a Parigi: come e dove

Forse vi è già successo di passeggiare sulle rive della Senna e di imbattervi in un negozio di animali, dove delle palline pelose vi hanno fatto sciogliere. Ecco: no. Soprattutto non comprate gli animali nei negozi di animali. Prima di tutto perché è una pratica veramente deleteria, vista la quantità di gatti (e cani) abbandonati che non aspettano altro che qualcuno che se ne prenda cura; e in seguito anche perché spesso le condizioni igieniche non sono abbastanza buone per gli animali venduti. Per cui gli indirizzi che troverete in questo articolo sono quelli delle società di protezione animale e dei rifugi. Se volete prendervi un persiano di razza a 2000 € avete sbagliato articolo (e non solo, a parer mio).

Come

Sia l’acquisto che la cessione gratuita di un animale di compagnia sono regolamentate ed esistono una serie di documenti da richiedere o da produrre e di norme da rispettare, ecco un po’ le principali cose da conoscere:

L’attestation de vente, che riceverete (e dovrete firmare) sia nel caso di un acquisto che in quello di una cessione gratuita: oltre all’identità del venditore e quella dell’acquirente vi si menziona il tatuaggio del gatto e le coordinate di un veterinario scelto di comune accordo tra il venditore e l’acquirente.

Per quanto riguarda l’identificazione da diversi anni al tatuaggio si è aggiunta l’identificazione elettronica. Il tatuaggio (e la carte de tatuage che riceverete) dimostra che il vostro micio è iscritto al Fichier national félin: è questo stesso organismo che vi registra in quanto proprietari del vostro gatto. L’identificazione elettronica vchatiene fatta per mezzo di una puce, un bastoncino preprogrammato con un codice a 15 cifre che viene installato sottopelle e può essere letto dal veterinario con un lettore specifico.

Il libretto dei vaccini (carnet de vaccinations ) è, ovviamente, di un’importanza vitale: nonostante non sia obbligatorio per legge tutte le associazioni serie lo forniscono al momento dell’adozione. Ricordatevi che il minimo legale per l’acquisto (o l’adozione) sono otto settimane di vita, e le prime vaccinazioni sono a carico del venditore/dell’associazione (che di solito vi chiederà un “rimborso spese” al momento dell’adozione). Le malattie contro i quali i gattini devono essere vaccinati sono il tifo, la rabbia e l’influenza felina (coryza). Un altro vaccino opzionale è quelo contro la leucosi felina.

Dove

  1. Dai veterinari – una volta esclusi i negozi di animali una delle soluzioni può essere quella di rivolgervi direttamente ad un veterinario: spesso già nelle sale d’attesa troverete dei petits annonces di gattini in vendita/cessione. Altrimenti un professionista della salute animale saprà certo consigliarvi ed indirizzarvi verso delle associazioni serie.
  2. La SPA (Société Protectrice des animaux) – è la prima associazione francese per la difesa degli animali. Oltre alle attività di salvataggio e sensibilizzazione la SPA comprende decine di rifugi: il più grande è quello di Gennevilliers, a pochi chilometri da Parigi. Per l’adozione è richiesta una carta d’identità, una busta paga, un giustificativo di domicilio e una partecipazione finanziaria. Vi potrà sembrare un po’ eccessivo, ma qualunque animale adottato all SPA sarà tatuato, vaccinato e sterilizzato. E per di più avrà subito anche il test per la Leucosi e l’aids felina.
    Sede: 39 boulevard Berthier, 75017 Paris
    Telefono: 01 43 80 40 66
  3. Rifugio di Chesnay – non è vicinissimo (Yvelines) ma è un grande rifugio dedicato unicamente ai felini. Contare 150€ di spese per l’adozione. Richiesta carta d’identità e un giustificativo di domicilio.Rifugio: 3 avenue de Vaucresson,78150 Le ChesnayTelefono : 01 39 54 59 55
  4. Fondation Assistance aux animaux – questa associazione gestice diversi rifugi di cui, ahimé, uno solo in Ile de France: il rifugio di Villevaudé, in Seine et Marne. Oltre alla carta d’identità e a un giustificativo di domicilio contate un centinaio d’euro di spese per l’adozione.Sede: 23, avenue de la république, 75011 ParisTelefono : 01 39 49 18 18
  5. Internet – esistono diversi siti che mettono in contatto persone interessate all’adozione con privati o associazioni che accolgono dei gatti. Il problema è che spesso si tratta di siti un po’ chelous, che, vuoi perché non sono aggiornati abbastanza di recente, vuoi perché hanno semplicemente un’aria di squallore, mi convincono molto. Ecco una piccola selezione di quelli che, per esperienza diretta o indiretta, mi sembrano più affidabili:

www.secondechance.org

www.cda-paris12.com

 Da leggere: molte delle informazioni contenute in questo sito sono state tratte dal libro Avoir un chat à Paris, di Corinne Crolot, casa editrice Parigramme.

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Questa immagine l’abbiamo messa solo perché anche noi di Parigi Grossomodo sappiamo che su internet le persone “guardano solo i gattini”

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