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Vita parigina, le piccole cose che ti fanno arrabbiare

  1. Esci di casa in ritardo, corri verso la fermata, la raggiungi a tempo record, prendi l’imbocco della metro, al tornello fai scivolare frettolosamente il Pass Navigo, ma “beeeeeeeeeeeeeep!”, non funziona. Cazzo, è il 1° del mese!
  2. Ce l’hai fatta, finalmente sei arrivato sotto casa di tizio. Mmm, digicode… Ah! Te l’aveva scritto stamattina su What’s app. Meeerde! Batteria scarica, telefono spento.
  3. La soddisfazione di trovare sotto casa la poltrona che mancava all’arredamento del tuo nuovo studio non è sufficiente a controbilanciare il tuo smarrimento nel vedere che a volte i vicini scambiano il marciapiede per una discarica a cielo aperto.
  4. Alla riunione di condominio, a cui tu non hai partecipato perché sei il sous-loc del sous-loc del sous-loc, è stato deciso che è proibito lasciare le biciclette all’entrata. E anche nella corte. E anche nel locale poubelle. Ma allora dove cazzo la devi mettere ‘sta bici?
  5. No, vabbè, ma davvero c’è ancora gente che resta ferma immobile sul lato sinistro delle scale mobili?
  6. E’ domenica, ma tu sei in ritardo con lo studio e non puoi permetterti di cazzeggiare. Il tuo coinquilino ha invitato a pranzo degli amici e sai per certo che se resti a casa ti farai circuire dalla loro affabile avvenenza. Ti risolvi ad uscire, diretto alla sola biblioteca parigina aperta di domenica, quella del Centre Pompidou. Sei pieno di buona volontà e di una mole pazzesca di libri da studiare. Però purtroppo, proprio come il migliaio di persone in coda insieme a te, trascorrerai il pomeriggio in piedi e al freddo, fra uno studente impaziente e un vecchietto che minaccia di superarti a ogni accenno di movimento.
  7. Discorri con un giovane Erasmus imberbe arrivato a Parigi da cinque ore e già provvisto di un tetto sotto forma di loft da 50 metri quadri in pieno centro a 500 euro al mese tutto compreso trovato per caso chiedendo al boulanger. In quel momento ti passano davanti come in un incubo tutte le topaie in cui hai abitato per anni, gli affitti esorbitanti che hai sborsato, i coinquillini casi umani con cui hai condiviso la cucina, il bagno e poche chiacchiere e, ecco, il giovane Erasmus imberbe tu proprio lo odi.
  8. Una vecchietta sale in metro e si piazza davanti a una ventenne lobotomizzata dall’iPhone e un trentenne impassibile. Nessuno dei due le cede il posto. Cioè io boh.
  9. L’autobus!! Con una corsa forsennata durante la quale azioni una dozzina di muscoli rimasti atrofizzati da quando andavi a pallavolo nel 1996 riesci a raggiungere la fermata quando il mezzo ha già chiuso le porte. Il conducente ti guarda. Dall’altra parte del vetro, indovini il suono della sua risata malvagia e resti fermo mentre l’autobus se ne va per sempre.
  10. Sono le 4 di notte, la metro è già finita da un pezzo, il prossimo Noctilien passa fra 40 minuti e ti lascia a Châtelet, di taxi liberi nemmeno l’ombra. Non ti resta che affittare un Vélib’. Dai dai dai, che ne resta proprio solo uno! Ahahahah, quanta puerile innocenza si cela dietro questo pensiero colmo di speranza. Ovviamente è rotto, cosa ti aspettavi?
  11. Ma perché in questa città devi continuamente fare lo slalom fra le crottes de chien e le impronte di quelli ne hanno pestata una e le impronte delle impronte di quelli ne hanno pestata una e le impronte delle impronte delle impronte di quelli che ne hanno pestata una?
  12. Sei in metro, c’è un botto di gente e sei pigiato in mezzo come una sardina, però un tizio pare non rendersene conto e rimane appoggiato al palo con la schiena come se fosse solo al mondo.  
  13. Ti hanno invitato a una festa. Passi la serata a fare la bise a tutti.
  14. Ti hanno invitato a una festa. Passi la serata a dire che cosa fai nella vita.
  15. E d’ailleurs la festa… è in banlieue!

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