Fiore Verde: la buona musica italiana in trasferta al parco della Villette

É iniziato il conto alla rovescia per Fiore Verde: il primo festival parigino che rende onore alla musica elettronica e indie made in Italy si appresta a riempire il parco della Villette dal 15 al 18 giugno. Liberato, Giorgio Poi, Maria Chiara Argiró, Post Nebbia, Lorenzo Senni, Cosmo DJ Set, Her Skin, Emmanuelle… Fiore Verde si dota di una line-up di tutto rispetto per danzare sulle melodie di alcuni degli artisti che hanno lasciato il segno nei prolifici anni 2010 e lasciarsi trasportare da beat promettenti. Una mattina di primavera ne abbiamo parlato con Pablo El Baz, direttore artistico del Trabendo e Chiara Gallerani di Italia Music Export. Insieme ci hanno raccontato come dall’amore incondizionato per una traccia può nascere un festival di portata internazionale che prende le distanze dai cliché dell’italianità.

Lo aspettiamo con trepidazione. Fiore Verde è il primo festival dedicato alla nuova musica italiana che si terrà al parco della Villette dal 15 al 18 giugno. Una programmazione eterogenea e ben strutturata, con un mix distili musicali e sonorità coinvolgenti che affollerà le sale del Trabendo, del Cabaret Sauvage ma anche i prati della Villette, animati da dj set ad accesso libero e iniziative food. Pablo El Baz è direttore della programmazione al Trabendo, un locale dalle forme geometriche tutto rosso che si erge nel cuore del parco, non lontano dalla Philharmonie de Paris. Stagione dopo stagione regala concerti memorabili. Grande appassionato di musica italiana, Pablo ha chiamato Chiara Gallerani di Italia Music Export, un ufficio creato e finanziato da @SIAEdallapartedichicrea per supportare e promuovere la diffusione della musica italiana all’estero, attraverso il sostegno agli artisti e ai professionisti del settore musicale. Parigi Grossomodo ha incontrato il duo all’origine di Fiore Verde.

Parigi Grossomodo: Sembrerebbe che Fiore Verde nasca da un’idea transalpina… Da dove viene l’intenzione di celebrare la musica indie e elettronica italiana a Parigi?

Pablo: L’idea ci è venuta con il nuovo team del Trabendo. A differenza dell’attività annuale della sala Trabendo che affittiamo o privatizziamo a seconda degli eventi, il nostro intento era quello di organizzare un vero e proprio appuntamento immaginato da noi. Volevamo introdurre un nuovo festival nel panorama parigino. Per farlo siamo partiti da una constatazione: oggi produrre un festival di musica indipendente, piuttosto generalista è molto complicato, la concorrenza è spietata. Cercavamo quello che in francese si definisce un «angle», una porta d’entrata specifica che conferisse consistenza al nostro festival. Una vera e propria identità insomma. Allora ci siamo orientati verso l’attrazione per l’Italia che condividiamo in ufficio,alcuni di noi hanno origini italiane, altri parlano la lingua. La colonna sonora della nostra estate 2022 è stata Haute Saison una traccia di Rob, Jack Lahana, con Giorgio Poi e Thomas Mars dei Phoenix in featuring. La ascoltavamo en boucle. E così ci siamo detti che avremmo potuto lanciare un festival delle culture italiane solare e cool che ancora non esisteva a Parigi e che ci avrebbe permesso di scovare nuova musica poco prima delle vacanze estive.

P.G.: A che punto entra in gioco Chiara?

Chiara: A luglio 2022 ho ricevuto una mail da Pablo che mi presentava l’idea di organizzare un festival di musica e cultura italiana. Lavoro per Italia Music Export da 5 anni: negli ultimi anni mi sono resa conto del grosso interesse per gli artisti italiani in Francia e viceversa. Il progetto si è concretizzato in una call e da lì è partito tutto.

P.G.: Perché « Fiore Verde »?

Pablo: È stata una mia idea, nata quasi per scherzo. Cercavo un nome corto, in quattro sillabe che facesse riferimento all’Italia ma che non fosse un cliché. Volevamo includere anche un riferimento al parco della Villette, uno spazio verde e bucolico dove si terrà il festival. Chiara non era convinta all’inizio, trovava il nome un po’ strano.

Chiara: Poco a poco mi sono lasciata trasportare dall’immagine di questo fiore che cresce e spunta al suolo!

P.G.: Giorgio Poi, Liberato, Lorenzo Senni, Cosmo DJ SET, Maria Chiara Argiró… Qual è il fil rouge della programmazione?

Pablo El Baz, responsabile della programmazione al Trabendo
Pablo El Baz

Pablo: Conoscevo qualche gruppo della nuova scena italiana: Liberato, Giorgio Poi, Emmanuelle, Donato Dozzy, Lorenzo Senni… ma senza avere troppi punti di riferimento. Con Chiara abbiamo lavorato moltissimo sulla programmazione: ci siamo inviati liste con centinaia di gruppi con l’intento di comprendere il panorama italiano ancora sconosciuto in Francia, scambiandoci i contatti dei manager per le possibilità di booking e le nostre percezioni su quello che ascoltavamo. È una line up che abbiamo costruito a quattro mani che comprende la mia visione sulla programmazione di sala e di festival in Francia e quella di Chiara che ha un’ottima conoscenza del panorama italiano, di ciò che si esporta e che può funzionare, dei contatti con gli agenti. Da questo percorso elaborato nasce Fiore Verde.

Chiara: Sono fiera di avere portato in programmazione artisti meno conosciuti come Maria Chiara Argiró, Post Nebbia, Her Skin, talenti che credo saranno molto apprezzati dal pubblico francese.

P.G.: Come sarà strutturato il festival?

Pablo: I due concerti di Liberato si terranno al Cabaret Sauvage dalle 19.00 alle 22.30, una sala più grande del Trabendo, sempre nel parco della Villette, venerdì e sabato ci saranno i concerti e dj set a pagamento al Trabendo dalle 19.00 alle 6.00 del mattino. Il sabato e la domenica pomeriggio abbiamo previsto dei dj set gratuiti vicino al bar – ristorante Kermès e sui prati. Stiamo finalizzando la programmazione gratuita, l’idea è di proporre a collettivi e gruppi che già conosciamo di esprimersi con dj set che rendano omaggio all’heritage italiano, in maniera semplice, accessibile, e soprattutto aperta ad altre contaminazioni, senza cadere nel cliché dell’italianità all’estero.

P.G.: Cosa aspettarsi dalla prima edizione di Fiore Verde?

Pablo: Ci siamo posti l’obiettivo di accogliere circa 5000 persone, per ora siamo molto contenti di come sta andando. Ci auguriamo che i nostri ospiti possano trascorrere un buon momento in questa sorta di bolla che li estranei dalla dura quotidianità parigina. Il nostro intento non è quello di creare un semplice festival per Italiani a Parigi ma anche quello di stimolare la curiosità degli addetti al settore. È un po’ come a una festa di compleanno dove convergono gli amici del liceo e i colleghi: con Fiore Verde vogliamo aprire la strada a nuovi dialoghi.

Chiara Gallerani

Chiara: L’intento del festival è di creare nuove sinergie tra le comunità italiane e francesi: spero che tra il pubblico, oltre a tutta la comunità italiana che abita a Parigi, ci siano anche francesi appassionati di musica indipendente che parteciperanno a Fiore Verde per scoprire nuova musica.

P.G.: A quando un’edizione italiana del festival con una programmazione francese?

Chiara: L’idea non mi dispiace, ma ci vorrà un po’ di tempo. Soprattutto spero che avremo modo di preparare una seconda edizione francese di Fiore Verde a Parigi nel 2024.

PG.: Cosa ascoltate in questo momento?

Chiara: La nuova scena indie francese: Yoa, November Ultra, Johnny Jane

Pablo: Sono più sulla nuova scena indie pop anglosassone: The Haunted Youth (anche se in realtà vengono dal Belgio) o anche il rock indipendente post-punk di Vero, quattro ragazze che ascolto parecchio.

 

E per prepararsi al festival, ecco qua la playlist di Pablo El Baz e Chiara Gallerani per i lettori di Parigi Grossomodo!

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Dal 2013, Italiani a Parigi.

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