OuLiPo: i nerd della letturatura francese

QU’EST-CE QUE L’OuLiPo ?

“OULIPO ? Qu’est ceci ? Qu’est cela ? Qu’est-ce que OU ? Qu’est-ce que LI ? Qu’est-ce que PO ?
OU c’est OUVROIR, un atelier. Pour fabriquer quoi ? De la LI.
LI c’est la littérature, ce qu’on lit et ce qu’on rature.
PO signifie potentiel. De la littérature en quantité illimitée, potentiellement productible jusqu’à la fin des temps, en quantités énormes, infinies pour toutes fins pratiques”. (M. Bénabou & J. Roubaud)

L’OuLiPo (acronimo di Ouvroir de Littérature Potentielle, dunque Officina di letteratura potenziale) è un’idea, un gruppo di lavoro che gioca con le lettere, con il suono della scrittura.
Il movimento viene fondato nel 1960 da Raymond Queneau e François Le Lionnais, ma presto sarà raggiunto, tra gli altri, anche da Georges Perec, Italo Calvino e il poeta e matematico Jacques Roubaud.
Inizialmente chiamato “Selitex” (Séminaire de litérature expérimentale), l’OuLiPo rompe le barriere cui ci relega la normalità pur restando nella norma.
La troppa libertà, intesa come assenza di confini, il fare del valicamento della norma un diktat finalizzato a se stesso, mi atterrisce; al contrario, un gioco giudizioso come questo esercita su di me un forte ascendente.
Nel caso dell’Oulipo, la decostruzione delle parole appare costruzione di un mondo che risponde a delle regole basate su strutture matematiche e ludiche.

“QUI ? Autrement dit qui est responsable de cette entreprise insensée ? Raymond Queneau, dit RQ, un des pères fondateurs, et François Le Lionnais, dit FLL, co-père et compère fondateur, et premier président du groupe, son Fraisident-Pondateur.
Que font les OULIPIENS, les membres de l’OULIPO ? Ils travaillent.
Certes, mais à QUOI ? A faire avancer la LIPO.
Certes, mais COMMENT ?
En inventant des contraintes. Des contraintes nouvelles et anciennes, difficiles et moins diiffficiles et trop diiffiiciiiles. La Littérature Oulipienne est une LITTERATURE SOUS CONTRAINTES”. (M. Bénabou & J. Roubaud)

RES OULIPIANAE

Per essere chiari ecco degli esempi di vincoli Oulipiani che potrebbero rendere poesia anche la ricetta scritta sul retro della confezione del purè solubile:

Il vincolo del prigioniero: consiste nello scrivere un testo usando solo lettere prive di gambette, in alto o in basso (sono, cioè, vietate le lettere b, d, f, g, h, j, k, l, p, q, t, y);

La palla di neve: poesia nella quale ogni verso è costituito da una sola parola ed ogni parola successiva è più lunga di una lettera;

Il lipogramma: (dal greco lèipo = lascio; e gramma = lettera) è costituito da un testo in cui non può essere usata una determinata lettera. Si prende un testo comune e lo si riscrive sostituendo ogni parola che contiene la lettera proibita con un suo sinonimo che non la contiene.

SOGGETTI OULIPESCHI
Uomini dall’attitudine eclettica

oulipo

Raymond Queneau: Se, nel periodo in cui aveva abbracciato il surrealismo di Breton, era rimasto folgorato dalle possibilità espressive del loro approccio alla creazione basato sull’inconscio, sull’accostamento casuale di oggetti e sui sogni, nel 1960 si incammina verso una propria strada, dipinta e variegata, in cui appaiono al contempo Zazie dans le métro, portato sullo schermo da Louis Malle, e la fondazione dell’Oulipo. Tutti gli elementi di un’opera, perfino quelli apparentemente più banali come i numeri di capitolo, sono realtà che vanno predeterminate in qualche maniera.

François Le Lionnais: Durante la seconda guerra mondiale viene arrestato, rinchiuso nelle carceri di Fresnes e successivamente deportato in un campo di concentramento, dove è costretto a lavorare in una catena di montaggio per la produzione di missili V2, spesso da egli stesso modificati. Dopo la liberazione lavora nel campo della telefonia automatica e successivamente all’Unesco con la nomina di Capo della divisione di insegnamento e diffusione delle scienze. Nel 1950, già cofondatore e Presidente dell’Association des Écrivains Scientifiques de France insieme a Louis de Broglie e Jacques Bergier, diverrà membro del Comité consultatif du langage scientifique dell’Académie des Sciences.
“La rien que la toute la à Que Vous vous vous, parce que mais nul dont ce aucune Quand de ce (pour avec) et ce pourquoi jamais ; Seulement le et les et…”

Georges Perec: lipogramma-friendly di cui sopra, è riuscito a scrivere un intero romanzo, La scomparsa (La Disparition), senza mai usare la lettera “e”.
Ad esso ha fatto seguito un romanzo palindromo, intitolato Le ripetizioni (Les revenentes), nel quale lo scrittore utilizza come unica vocale, in tutto il testo, proprio la lettera “e”.

COTÉ ITALIEN

A immagine e somiglianza dell’OuLiPo, nel novembre 1990 a Capri viene fondato l’OpLePo, Opificio di Letteratura Potenziale. I due movimenti sono in rapporti culturali di ricerca e di miglioramento reciproco.

Umberto Eco: in “Il secondo diario minimo”, propone “Undici nuove danze per Montale”. Partendo dalla poesia di Montale “Addii, fischi nel buio, cenni, tosse” crea undici varianti che escludono via via le vocali. Le ultime due varianti, quella in “solo U” e quella “Pangramma eteroletterale”, sono spiegate e completate da chiose.

Italo Calvino: Nato a Santiago de Las Vegas, La Havana, torna in Italia, più precisamente a Sanremo all’età di due anni. Membro della Resistenza italiana, fugge dall’Italia fascista e trova rifugio a Parigi. Qui, si unisce al movimento nel 1973. Nel 1985, mentre lavora a delle conferenze da tenere all’Università di Harvard, è vittima di una serie di attacchi cardiaci. Muore all’hôpital de Sienne.

Edoardo Sanguineti: presidente del OpLePo, vince premi letterari quali la Corona d’oro di Struga e il Premio Capri dell’Enigma. Membro e fondatore della “Académie Européenne de poésie” (Lussemburgo) e consulente del “Poetry International” (Rotterdam), vanta dei titoli che potrebbero sembrarci frutto di neologismi oulipiani quali “Faraone poetico” dell’Istituto Patafisico di Milano e “Satrapo Trascendentale”, “Gran Maestro O.G.G.” (Parigi). Storica la diatriba con Pier Paolo Pasolini sul “non puro sperimentalismo sanguinetiano”.

Aldo Spinelli: Nato perito chimico, ma fondamentalmente un artista, è la prova vivente del legame tra letteratura e gioco: autore del “Il grande libro dei giochi”, lavora per Hasbro e Mattel e scrive per Linus.

LIBRI OULIPINI da leggere sotto l’ombrellone

Raymond Queneau, Les fleurs bleues
Italo Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore
Harry Mathews, Sigarette
Marcel Bénabou, Perché non ho scritto nessuno dei miei libri e Jette ce livre avant qu’il soit trop tard

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CHI SIAMO

Dal 2013, Italiani a Parigi.

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