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Letteratura: la Parigi sotterranea tra occultismo e teorie del complotto

Esiste una Parigi che conosciamo tutti, sia che ci siamo stati che no: è la Parigi che abbiamo conosciuto attraverso tanti libri e tanti film. E poi esiste la Parigi sotterranea, in senso reale e figurato. La Parigi delle cloache, delle catacombe, dei sobborghi, degli intrighi, delle sette e dell’occultismo: tra gli scrittori contemporanei il miglior narratore di questa Parigi è stato Umberto Eco.

il-pendolo-di-foucaultIl Pendolo di Foucault, secondo libro del professore di semiotica, è un romanzo complesso le cui vicende si svolgono su scenari diversi. L’Italia, il Brasile e Parigi – ovviamente-. Il romanzo si apre al Conservatoire d’Art et Metiers di Parigi, dove il narratore è in contemplazione del pendolo che dimostra la rotazione terrestre: la capitale francese, che spesso fa da sfondo all’azione, è in questo romanzo un luogo pericoloso e notturno, popolato di cospiratori e occultisti, dove tutte le trame del Piano si congiungono in una ragnatela di finissima fattura (letteraria).

In un mondo dove i romanzi di Dan Brown restano mesi in testa alle vendite (e vengono presi sul serio), dove i media si divertono a cianciare di Illuminati e altre amenità, dove l’occultismo da salotto fa tanto chic e il satanismo da bar va per la maggiore vale la pena riprendere in mano questo romanzo, uno dei migliori del professore. Un romanzo sul complottismo e sui complottisti, dove un gruppo di dipendenti di una piccola casa editrice architetta “per gioco” un Piano mondiale, che vedrebbe implicati Templari e Rosa-Croce, la Cabala e il Santo Graal. Un piano dove tutto è legato a tutto, perché “qualsiasi dato diventa importante se è connesso a un altro”, che si rivela essere un piano così perfetto da suscitare l’interesse di una miriade di gruppi di occultisti e società segrete, tanto da coinvolgere i suoi poveri creatori in una serie di vicissitudini via via più pericolose.

Il pendolo di Foucault è un divertissement intellettuale di alto livello, che cattura fin dalle prime pagine grazie al suo stile ibrido e che tiene avvinti grazie alla complicatissima trama, ma soprattutto allo sguardo ironico che l’autore getta su questo formicolio di sette, occultisti e ingenui. Magistrali le pagine in cui il Piano viene concepito: dopo aver inserito infiniti dati in un processore i nostri eroi leggono l’output che il computer ha prodotto. Si tratta di una serie di frasi apparentemente slegate tra loro che Belbo, il più entusiasta ideatore del Piano, connette tra di loro, inserendole in una lettura della storia che vuole Gesù marito di Maria Maddalena e fondatore della stirpe reale di Francia.

“Bé,” disse Diotallevi, “nessuno ti prenderebbe sul serio”.

“Al contrario, venderebbe alcune centinaia di migliaia di copie” dissi cupo

Il Cimitero di PragaSe gli occultisti vi affascinano e vi piace questa immagine notturna di Parigi, potreste leggere anche Il cimitero di Praga, sempre di Umberto Eco. Se in un primo momento vi sembrerà di leggere la brutta copia del precedente vi renderete conto, con l’avanzare delle pagine, che i due libri, seppur simili per certi aspetti, differiscono per un aspetto fondamentale: tanto Il pendolo è un libro architetturalmente complesso, che alterna capitoli narrativi a pagine di conversazioni filosofiche o approfondimenti filologici, Il cimitero di Praga è (così l’autore) un grande feuilleton ottocentesco, con tanto di intrighi, scambi d’identità e illustrazioni d’epoca. Sulle tracce di Simone Simonini, falsario torinese e autore di una mistificazione letteraria che sarà poi nota col nome dei Protocolli di Sion, Eco racconta il diciannovesimo secolo attraverso i suoi complotti, le sue menzogne e la loro diffusione.

L'abissoE, per i veri appassionati della materia (per “utenti avanzati”, come dicono gli informatici), il consiglio è quello di riporre gli scrittori contemporanei e andare a leggersi i maestri del genere: uno per tutti Là-bas di Joris-Karl Huysmans (L’abisso in italiano, ma è molto difficile trovarlo in italiano), scritto nel 1891, quando l’avanzare del progresso industriale si accompagnava al fascino dell’occulto subìto dalle classi agiate. Il protagonista Durtal, scrittore parigino di scarso successo, conduce un’inchiesta su Gilles de Rais che lo porta a scoprire il mondo del satanismo a lui contemporaneo. Un libro decadente ed estetizzante, forse un po’ difficile per il gusto d’oggi, ma che costituisce una referenza obbligata per tutti gli appassionati del genere.

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