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« Loi travail », cosa prevede? (articolo aggiornato)

Ultimo articolo aggiornato sull’argomento: Tutto sulla Loi travail

© Silvia Cher

La mobilitazione contro la loi travail non soltanto non accenna a diminuire, ma si fa sempre più dura: mentre sei delle otto raffinerie di petrolio continuano ad essere occupate dai lavoratori in sciopero, la settimana si preannuncia agitata per quanto riguarda il settore dei trasporti, dati gli scioperi annunciati all’interno della SNCF, della RATP e dell’Aviazione Civile.

Per comprendere la ragione di questa mobilizzazione, vi riproponiamo una sintesi dei punti più controversi della Loi El Khomri, aggiornata in seguito all’approvazione della legge alla camera il 12 maggio grazie al famigerato 49.3, il cugino francese della “fiducia” nostrana (uno sgambetto alla democrazia parlamentare).

Cosa cambia con la Loi El Khomri

  • Diminuzione degli stipendi e aumento delle ore di lavoro

Tramite un semplice accordo aziendale, per ragioni non necessariamente determinate da difficoltà economiche, il datore di lavoro potrà, per una durata massima di cinque anni, imporre una diminuzione dello stipendio o un aumento delle ore di lavoro. I dipendenti saranno obbligati ad accettare, pena il licenziamento.

  • Tempo di lavoro e straordinari

Attualmente la durata settimanale di un contratto di lavoro a tempo pieno è fissata a 35 ore. Al di là, cominciano le ore supplementari, pagate almeno il 10% in più, a meno che l’accordo di settore non preveda un tasso più vantaggioso per il salariato. Con la nuova legge, anche qualora un accordo di settore preveda un tasso più vantaggioso, prevarrà l’accordo aziendale.

La durata massima di ore settimanali è fissata a 44 ore e quella giornaliera a 10 ore. La nuova legge prevede che con un semplice accordo aziendale si possa passare a 46 ore settimanali e a 12 giornaliere.

  • Licenziamento per ragioni economiche

Attualmente un datore di lavoro può licenziare qualora l’azienda si trovi in difficoltà economiche oppure sia costretta a chiudere. La nuova legge ridefinisce il concetto allargandolo a un’inflessione della cifra d’affari di due trimestri.

Attualmente, nel caso di un licenziamento economico giudicato non valido il dipendente ha diritto al reintegro in azienda. Se questo non fosse possibile, ha diritto a 12 mesi di salario come indennizzo. La legge El Khomri lo riduce a 6 mesi, e soltanto per i dipendenti con più di due anni di anzianità.

  • Ferie pagate

Attualmente la legge prevede che, unz volta fissate le date delle ferie dei dipendenti, un datore di lavoro non possa, a meno di un mese dalle ferie stesse, imporre un cambiamento. La riforma del lavoro trasforma queste misure legali vincolanti in norme dispositive, modificabili attraverso un semplice accordo aziendale.

  • La reperibilità

Le ore di reperibilità saranno considerate alla stregua delle ore di riposo settimanale e di conseguenza non retribuite.

  • La filosofia della Loi El Khomri

Tutti gli esempi dati sono concretizzazioni della filosofia soggiacente alla Loi El Khomri: quella della priorità dell’accordo aziendale sull’accordo di categoria. Si tratta di un’inversione totale rispetto al modello attuale di contrattazione collettiva. Immaginata per favorire la flessibilità e dell’adattamento alle diverse situazioni empiriche, differenti da azienda a azienda, questa filosofia spalanca la porta alla precarizzazione dei lavoratori e alla perdita di peso contrattuale dei sindacati.

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