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Le migliori serie francesi

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Ci hanno tolto tutto: il cinema, per dimenticare le disgrazie il tempo di un film, la biblioteca, per andare a sfondarci di fumetti, il ristorante, dove ritrovare un po’ il gusto per la vita, persino il bar, per annegare i dispiaceri nell’alcol. Insomma, durante queste deprimenti serate autunnali, non ci resta che farci in vena… una serie tv dopo l’altra. Ecco allora una lista, non esaustiva, delle migliori serie francesi degli ultimi anni.

Le Bureau des légendes
Una delle migliori serie francesi di sempre, Le Bureau des légendes racconta le vicende legate a un dipartimento dei servizi segreti francesi (la DGSE), quello che si occupa di formare e inviare i propri agenti in giro per il mondo sotto copertura con l’obiettivo di raccogliere informazioni di intelligence. Capita così che i funzionari altamente specializzati e preparatissimi del bureau restino per anni in un paese straniero sotto falsa identità, proprio come accade a Guillaume Debailly (Matthieu Kassovitz), alias Paul Lefebvre, alias Malotru. Di ritorno da una missione di sei anni in Siria, l’agente fa fatica ad uscire dai panni del proprio personaggio e soprattutto a dimenticare una donna siriana con cui ha avuto una storia d’amore, Nadia El Mansour, ed è proprio da qui che la storia comincia. Prodotte da Canal+, le cinque stagioni di Le Bureau des légendes hanno avuto un grandissimo successo sia in Francia che a livello internazionale. Ne abbiamo apprezzato in particolare le prime due stagioni, scritte magistralmente e davvero originali, ma gli attori e la fotografia restano impeccabili dall’inizio alla fine.

Dix pour cent
La percentuale che gli agenti trattengono come remunerazione sul cachet degli attori, dieci per cento, dà il nome a una delle più gradevoli serie francesi degli ultimi anni. Con Dix pour cent ci troviamo infatti catapultati all’interno dell’agenzia artistica Ask, dove lavorano, instancabili, Andréa, Mathias, Gabriel e Arlette che, spalleggiati dai loro assistenti, si barcamenano tra esigenze logistiche, capricci attoriali e richieste registiche. È un lavoro, il loro, che richiede grande passione, un notevole savoir-faire, sottili sotterfugi psicologici e spesso e volentieri si mescola a una succulenta vita privata. Gli attori con cui gli agenti hanno a che fare non sono altro che vere star del cinema e del teatro francesi che entrano a far parte del casting il tempo di un episodio o due interpretando, con buona dose di autoironia, una sorta di alter ego di loro stessi. Le quattro stagioni di questa serie sono andate in onda su France 2 dal 2015 al novembre del 2020 e le ultime tre restano disponibili gratuitamente in streaming sul sito del canale.

Vernon Subutex
Ispirata all’omonimo romanzo in tre tomi di Valérie Despentes, questa serie è stata prodotta da Canal+ e diffusa in 9 episodi nel 2019. Il titolo, Vernon Subutex, è anche il nome del protagonista, un ex negoziante di dischi, disoccupato da anni a causa della crisi del settore. Sfrattato da casa, si ritrova di punto in bianco a dover chiedere ospitalità a vecchi amici che non vede più dall’epoca dei festoni al Revolver, il suo vecchio negozio di dischi. In una specie di odissea di casa in casa, Vernon si ritrova di fronte a una carrellata di tipi umani dall’ampio ventaglio sociologico: Xavier, l’ex rocchettaro imborghesito, Sylvie, la riccona nevrotica e naïve, Émilie, ex punk, riconvertita in impiegata statale e, soprattutto, Alex Bleach, rock star di successo che muore di overdose proprio durante la rimpatriata con l’amico, lasciandogli in eredità tre misteriose cassette testamento, oggetto di bramosia da parte di molti…

Baron noir
Ottima serie andata in onda in tre stagioni su Canal+ dal 2016 al 2020, il Baron noir propone una vera e propria immersione nel dietro le quinte ai piani alti della politica francese. Il protagonista di questo sceneggiato è Philippe Rickwaert, consigliere di primo piano del (futuro) presidente della Repubblica e sindaco socialista di Dunkerque, il quale, in un fragile equilibrio fra autentiche convinzioni di sinistra, strategie elettorali e compromessi morali, dall’ombra della sua posizione defilata, si presenta come autentico marionettista della politica governativa francese. Molto realistica e avvincente, la trama della serie lascia intravedere qualche spunto preso dall’attualità e molti ci sapranno riconoscere i tratti di alcuni personaggi reali della politica francese.

Les Revenants
Uscite su Canal+ tra il 2012 e il 2015, le due stagioni di questa serie sono ispirate all’omonimo film di Robin Campillo del 2004, tradotto in italiano con Quelli che ritornano. In un villaggio montano cupo e alquanto angosciante che non manca di farci pensare al buon vecchio Twin Peaks, tutta una serie di persone morte anni addietro ritornano improvvisamente in vita: Camille, una giovane studentessa vittima di un incidente stradale, Simon, morto suicida il giorno del suo matrimonio, Victor, un bambino che non parla, Serge, un serial-killer ucciso dal fratello, e molti altri. Lontana dai codici classici dei film di zombie, questa serie ha avuto un grandissimo successo di pubblico soprattutto con la prima stagione.

E qualche grande classico più vecchiarello…

Un gars, une fille
Ispirata all’omonimo format canadese, questa serie è andata in onda su France 2 dal 1999 al 2003. Ripresa a sua volta in altri paesi, tra cui l’Italia, con l’esperienza a dire il vero alquanto scadente di Love Bugs, Un gars, une fille in Francia ha conosciuto un enorme successo. Per certi versi datata e a tratti fastidiosa a causa di un maschilismo che nel 2020 ci auguriamo superato, resta comunque un passatempo godibile soprattutto grazie alla bravura degli attori: una perfetta Alexandra Lamy e quello che qualche anno dopo diventerà il primo francese a ricevere un premio Oscar come miglior attore, Jean Dujardin. I protagonisti sono gli omonimi Jean e Alex, una coppia di trentenni parigini, la cui quotidianità è diventata spunto per oltre 400 sketch comici di circa 6 minuti ciascuno. Lui giovane imprenditore, lei impiegata in un’azienda, lui dongiovanni maschilista, lei vanitosa, gelosissima, ma anche furba e sicura del fatto suo, litigano in continuazione, ma sanno, quasi sempre, trovare una maniera fantasiosa per riappacificarsi. Tutti gli episodi sono disponibili sul canale Youtube ufficiale.

H
I ben 71 episodi di questa serie sono andati in onda su Canal+ tra la fine degli anni ’90 e l’inizio dei 2000. H, come hôpital, è una sitcom leggera e dallo humor completamente assurdo che racconta le vicissitudini di un reparto ospedaliero animato da una serie di macchiette comiche: l’infermiere donnaiolo (Eric Judor), il portantino un po’ scemo, poi riconvertito in barman (Ramzy Bedia), il centralinista, sempre pronto a preparare qualche imbroglio (Jamel Debbouze), il «Professeur», pessimo chirurgo, completamente incurante della sorte dei propri pazienti (Jean-Luc Bideau), e molti altri. Le quattro stagioni di questa sitcom hanno avuto un ottimo seguito, tanto da farla diventare un po’ una serie cult, ma per amarla bisogna apprezzare quel tipo di umorismo.

Bref
Gli 82 episodi di questa mini serie sono andati in onda tra il 2011 e il 2012 all’interno del programma «Le Grand Journal» di Canal+. Si tratta di un format davvero molto breve, pillole che fanno 3 minuti al massimo, ma molto più spesso tengono in poco più di 1 minuto. Il protagonista racconta in prima persona la sua vita di fankazzista parigino trentenne con poca voglia di lavorare, qualche incontro con l’altro sesso più o meno serio e mille tic e abitudini in cui ciascuno di noi si potrà facilmente riconoscere. Il ritmo incalzante della serie e tutti i piccoli rumorini che accompagnano il rapido svolgersi dell’azione delineano il suo stile originale e inconfondibile. Tutti gli episodi sono ormai visibili gratuitamente su canale Youtube ufficiale.

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