Parigi 2024 : le Olimpiadi delle polemiche

Come se qualcuno potesse averlo dimenticato, alla fine è arrivato lui a ricordarlo a tutti: il 7 gennaio Emmanuel Macron ha pubblicato un video sul suo profilo Instagram in occasione dei 200 giorni esatti dall’inizio delle Olimpiadi di Parigi.

“Tra 200 giorni accoglieremo i Giochi Olimpici e Paraolimpici di Parigi 2024”, ha dichiarato il Presidente della Repubblica, in un insolito abbigliamento sportivo, con un sacco da boxe dietro di lui e un guantone appeso alla spalla. “Accoglieremo i Giochi Olimpici più ecologici della storia: dei Giochi green, che rispettano gli accordi di Parigi; dei Giochi paritari, con lo stesso numero di atleti e atlete”, ha continuato, prima di ricordare che lo sport è “una delle grandi cause del quinquennio” per il governo, che ha aumentato il tempo dedicato allo sport a scuola, e di invitare i francesi a fare attività fisica.

Insomma, un bello spottone per i Giochi Olimpici che inizieranno il 26 luglio 2024 e che (per usare un eufemismo ) sembrano non entusiasmare più di tanto i francesi. Secondo un sondaggio condotto dall’agenzia Odoxa a novembre, solo il 65% dei francesi è favorevole alla tenuta delle Olimpiadi di Parigi 2024… Ma tra gli abitanti di Parigi e dell’Île-de-France, addirittura il 44% ritiene che le Olimpiadi di quest’estate siano “una cosa negativa” per la città e per il Paese.

Se le principali preoccupazioni dei francesi riguardano i costi di questo evento, la capacità organizzativa e la sicurezza, a Parigi e in Île de France i cittadini sono preoccupati principalmente dai problemi legati ai trasporti durante i Giochi e dai numerosi cantieri che punteggiano la Ville Lumière da molti mesi e che, verosimilmente, non saranno completati che in minima parte prima della cerimonia di apertura.

 

L’incubo dei trasporti

E come dar loro torto, sapendo che già in tempi normali i trasporti pubblici a Parigi sono lontani dall’essere paradisiaci? Personalmente non ho nessun problema ad ammettere che dopo essere riuscita ad infilarmi – non senza difficoltà – in un vagone della linea 8 in direzione Balard alle 9 di mattina, pigiata come una sardina in scatola, mi sono ripromessa di scappare da Parigi per tutta la durata delle Olimpiadi. Lo stesso pensiero che – stando al sondaggio Odoxa sopra citato – è venuto al 52% degli abitanti dell’Île de France…

E non saranno certo le parole della sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, a rassicurarli: interrogata sul tema durante un’intervista, aveva lei stesso ammesso che i trasporti pubblici “non sarebbero stati pronti” in tempo per l’evento. Un’occasione per puntare il dito contro Valérie Pecresse, presidente della regione e contro il governo (i trasporti interurbani essendo di competenza regionale)? Bagarre politiche a parte, è veramente difficile immaginare che le stazioni della metro decrepite e i treni in ritardo un giorno si e uno no che non mancano di far disperare i pendolari di tutta la regione si trasformino in soli sei mesi in un esempio di efficienza…

Sono più di dieci milioni gli spettatori attesi a Parigi per i Giochi, in qualche modo dovranno pure spostarsi, ci avranno pensato gli organizzatori, no? Certo, solo che – quando nel 2015 Parigi aveva depositato il suo dossier di candidatura, sembrava che i lavori per il Grand Paris Express dovessero terminare in tempo per fornire a Parigi 5 linee extraurbane nuove di zecca… Tra Covid, scioperi e chi più ne ha più ne metta, nella realtà, però, soltanto una è effettivamente terminata.

I dossier di candidatura, si sa, sono come le promesse elettorali: tutto rose e fiori finché non si tratta di passare dalla teoria alla pratica. Un’altra delle promesse che comparivano in questo magico dossier era quella relativa alla gratuità dei trasporti pubblici: per tutti i detentori di un biglietto per assistere alle gare i trasporti avrebbero dovuto essere gratis.

Promessa da marinaio, verrebbe da dire: non soltanto i trasporti non saranno gratis (come fu il caso durante i giochi a Londra, a Pechino o ad Atene), ma dal 20 luglio all’8 settembre, la tariffa del biglietto singolo della metro parigina raddoppierà quasi, arrivando a 4 . L’abbonamento settimanale comprensivo di tutte le zone costerà 70 €.

E questo varrà per tutte le persone che utilizzano i mezzi di trasporto, sia turisti che residenti. Per una volta il muso lungo dei parigini in metro sarà più che giustificato!

 

Le olimpiadi delle polemiche

E quella sui trasporti è solo una delle innumerevoli polemiche che hanno costellato gli ultimi mesi. Senza alcuna velleità di completezza potremmo citarne alcune. La polemica sul trasferimento dei senzatetto (molti dei quali migranti o richiedenti asilo) dall’Île de France in dei centri temporanei creati in fretta e furia nelle altre regioni, ad esempio. Un’operazione che si è voluto giustificare con la riduzione degli alloggi temporanei durante i Giochi, ma che assomiglia non poco ad un’operazione cosmetica per nascondere gli “indesiderabili” della metropoli parigina. Oppure quella sugli alloggi degli studenti, requisiti per accogliere le delegazioni straniere. Per non parlare della difficoltà di trovare un appartamento in affitto, adesso che i proprietari li vogliono tenere liberi per affittarli a prezzi esorbitanti durante i Giochi Olimpici, per restare in tema di alloggi (un problema già di per sé a Parigi, come lo sanno bene i nostri lettori!),

O i dubbi sulla reale sostenibilità ecologica delle Olimpiadi: da Tahiti (dove la costruzione di una nuova torre nel bel mezzo della laguna di Teahupo’o dove si terranno le prove di surf non suscita l’entusiasmo degli abitanti), a Dugny (dove la distruzione di uno spazio verde per costruire la “cité des médias” che dovrebbe accogliere i giornalisti non piace alla popolazione), sono numerosi i progetti edili legati alle Olimpiadi accusati di favorire l’inquinamento – ma anche le espulsioni delle persone più fragili dai propri quartieri e la speculazione immobiliare.

Senza parlare dell’impiego di lavoratori in situazione irregolare nei cantieri legati ai Giochi Olimpici e Paraolimpici (Coucou le Qatar!) , dello studio per l’utilizzo dei (controversissimi) droni di sorveglianza a riconoscimento facciale come strumenti di sicurezza fino alle numerose inchieste aperte dal tribunale anticorruzione sugli appalti legati ai giochi.

Tutto converge ad appannare irrimediabilmente l’immagine che il comitato organizzatore voleva dare di Parigi 2024: quella di un’edizione dei Giochi popolari e abbordabili. Il motto scelto per questa edizione delle Olimpiadi è “Spalanchiamo i Giochi”: “Ouvrons grand les Jeux” dove jeux (giochi) rimpiazza “yeux” (occhi) nell’espressione “Splanchiamo gli occhi”.

Profetico? I francesi hanno molti difetti, ma non mancano di spirito di osservazione né di spirito contestatario, e sulle numerose storture che hanno intaccato l’immagine di questo evento, simbolo di lealtà e fair play, hanno spalancato davvero gli occhi… e anche la bocca!

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CHI SIAMO

Dal 2013, Italiani a Parigi.

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